REGIONE – “Le misure su famiglia e welfare illustrate oggi dal presidente Zingaretti e dall’assessore Rita Visini dimostrano ancora una volta l’attenzione della Regione verso le fasce più deboli della popolazione. Si tratta di misure concrete verso chi ne ha davvero bisogno, visto che sono interventi ad ampio spettro, per un totale di 64 milioni di investimenti, di cui 50 milioni di nuovi fondi europei per gli asili nido. E’ prevista poi la costituzione di centri per la famiglia, luoghi delle province ai quali ci si può rivolgere per ricevere assistenza psicologica o per un bisogno. Misure, insomma, che tendono ad eliminare quelle disuguaglianze che sono presenti in tutte le società”.

 

Enrico Panunzi (foto)
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

 

Ecco il dettaglio delle cinque azioni del Pacchetto Famiglia:

 

1) RETE DEI CENTRI FAMIGLIA
Saranno 6: uno per Roma Capitale e uno per ciascuna provincia del Lazio. Si tratta di luoghi di aggregazione ed erogazione di servizi per i nuclei familiari, strutture di supporto ai servizi sociali dei Comuni e dei Distretti socio-assistenziali. Ogni Centro potrà ospitare una equipe multiprofessionale (assistente sociale, psicologo, educatore professionale) in grado di erogare direttamente i servizi e formare e sviluppare maggiori competenze nei Distretti socio-assistenziali. Il progetto è finanziato dalla Regione con 800mila euro per la fase di start-up e per il primo anno di funzionamento della rete. Le competenze dei Centri Famiglia regionali: accoglienza, informazioni, orientamento ai diritti e ai servizi; sportello di mediazione linguistica e culturale per l’accesso ai servizi e ai diritti per le famiglie migranti; mediazione familiare, supporto alla genitorialità; attività di prevenzione al disagio educativo (home visiting, progetti di doposcuola, gruppi di auto mutuo aiuto ecc.); polo affido: supporto ai distretti per le attività di informazione, sensibilizzazione, monitoraggio, valutazione e reclutamento delle famiglie risorsa (appoggio, affidatarie, ecc.); incubatore per associazionismo familiare; raccordo con i consultori per le prese in carico integrate; punti di riferimento territoriali per le adozioni internazionali (monitoraggio Enti Autorizzati, informazione, ecc.).

 

2) PROGETTI TERZO SETTORE
1,3 milioni di euro per attività integrative di case famiglia, centri diurni, accoglienza minori, progetti per mamme sole con bambini, per papà separati, supporto alla genitorialità e mediazione familiare. Il bando finanzierà 40-45 progetti da 30mila euro in media;

 

3) INTEGRAZIONE SOCIO-EDUCATIVA DEI RAGAZZI
1,3 milioni di euro per favorire l’accesso dei figli di famiglie disagiate a sport, musica, danza e arti espressive. Lo stanziamento si tradurrà nell’assegnazione di 4.300 voucher da 300 euro all’anno per bambino/ragazzo, da erogare alle famiglie a basso reddito attraverso i Distretti e grazie a convenzioni tra Comuni e associazioni sportive, scuole di musica e centri danza, per ottimizzare le risorse;

 

4) CASE FAMIGLIA PER DISABILI
La Regione ha investito 6,2 milioni di euro per sostenere e ampliare la rete delle case famiglia per ragazzi disabili: 3,4 mln sono stati destinati alle 12 case esistenti nel Lazio, mentre i restanti 2,8 mln saranno utilizzati per l’apertura di nuove strutture o per l’ampliamento dei posti di quelle già operative, fino a raddoppiare le capienze attuali.

 

5) ASILI NIDO
La Regione Lazio ha predisposto un piano da 54,5 milioni di euro (4,5 subito, 50 attraverso i fondi strutturali europei) per gli asili nido e una nuova legge regionale sui servizi socio-educativi per l’infanzia. Si tratta di un investimento senza precedenti per ampliare la rete degli asili nido pubblici e convenzionati, migliorare la qualità dei servizi esistenti, sostenere l’accesso al lavoro delle donne con figli e contrastare la crisi demografica. Il progetto prevede la creazione immediata di 650 nuovi posti tramite un bando rivolto ai Comuni, e di quasi 10mila attraverso l’impiego dei fondi europei. In pratica, la percentuale dei posti nido rispetto al numero dei bambini da 3 mesi a 3 anni residenti nella Regione passerà dal 17,8% del 2013 al 24,7%. Un’attenzione particolare sarà destinata anche all’ammodernamento dei nidi comunali già in funzione.

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