VITERBO – “Purtroppo per un banale incidente, a cui sono seguite una serie di complicazioni, sono stato costretto ad una lunga permanenza a Belcolle. Il “soggiorno obbligato” mi ha permesso di entrare, ancora una volta, in contatto diretto con una realtà spesso bistrattata, colpevolizzata e additata: la sanità italiana.

 

Ebbe, io posso dire, senza ombra di dubbio, che nei reparti di Medicina e di Malattie Infettive dell’Ospedale di Belcolle ho trovato competenza, professionalità, dedizione al lavoro e soprattutto umanità nei confronti del paziente, da parte di tutti!

 

Per l’attenzione ricevuta, quindi, mi sento di ringraziare profondamente il dott. Bruno Mongiardo – primario di Medicina – con tutta la sua equipe medica, particolarmente il dott. Marcello Alberti, il dott. Orlando Armignacco – primario di Malattie infettive e la sua equipe; ovviamente con loro ringrazio anche tutti gli infermieri, gli operatori socio sanitari e gli ausiliari dei due reparti, persone veramente splendide.

 

Colgo l’occasione, inoltre, per esprimere gratitudine al dott. Mariano Ortenzi e al dott. Alessandro Apollonio. Quello che però non può essere taciuto, essendo facilmente verificabile, è come questi professionisti, impegnati con dedizione quotidiana nella loro missione, trovino troppo spesso mancante il supporto della struttura ospedaliera.

 

Un Pronto Soccorso caotico ed insufficiente alla enorme richiesta, reparti ormai inadeguati, con posti letto insufficienti e di gran lunga al di sotto degli standard europei. Del resto non possiamo dimenticarci che la prima pietra di Belcolle fu posta nel secolo scorso, nel 1973, e ad oggi non è stato ancora terminato, anzi la seconda parte – ormai già ampiamente obsoleta – vede per la sua ultimazione ritardi su ritardi, con il “beneplacito” di una direzione sanitaria, negli anni mai all’altezza della risoluzione dei problemi.

 

Mi auguro vivamente, per il bene di tutti noi, che queste professionalità vengano messe seriamente nelle condizioni di lavorare al meglio, perché rappresentano il solo e vero valore aggiunto dell’ospedale di Belcolle. Grazie ancora”.

 

Luigi Maria Buzzi (foto)

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