VITERBO – “Le province esistono e non sono state abolite, l’unica cosa a non esistere più sono le elezioni provinciali. Il governo Renzi ha deciso di risparmiare, ma solo sulla democrazia, perché di quella se ne può fare sempre a meno. Nel corso delle ultime settimane abbiamo assistito ad un dibattito fatto esclusivamente dalle segreterie di partiti più o meno potenti, o dalle loro correnti, perché le elezioni provinciali sono diventate questo. Spartizione di potere nelle segrete stanze e controllo dei consiglieri da parte dei “capi bastone” di turno.

 

Tanto avremmo da dire su come e cosa sono diventate queste elezioni; potremmo dire che il voto di un consigliere comunale di Viterbo vale più di tutto il comune di Gallese; potremmo dire che l’assenza del limite massimo nella raccolta delle firme per la presentazione delle liste potrebbe portare ad un ulteriore azzoppamento della competizione, che fatichiamo a definire democratica. Mai è stata avviata una discussione pubblica sul merito di queste elezioni ed è questo quello che vogliamo fare noi, portare tutto alla luce, parlare dei temi e delle competenze, poche, rimaste in capo alla provincia e della Tuscia che vogliamo. Finora si è parlato solo di nomi, posti e poltrone, nulla più.

 

Prima il balletto delle correnti interne al PD, poi la sceneggiata sul numero delle liste, infine il candidato del centro-destra ammette nell’intervista uscita oggi – 31 marzo – che “Ci fu una cena nell’agosto o settembre del 2014, in cui si fece un ragionamento per le provinciali, che era però agli albori, e in cui più sindaci di entrambi gli schieramenti hanno valutato la possibilità di fare un progetto nell’interesse del territorio.”.Di fronte a tutto questo non possiamo restare in silenzio e non possiamo far altro che rompere radicalmente con questo schema fatto solo di potere e spartizione di poltrone. I nostri argomenti sono semplici e lineari. L’acqua è pubblica e non è vero che “la gestione, chi la fa, la fa” – come sostiene il candidato del PD, Mazzola – è uguale; questo non lo diciamo noi, ma l’ha detto il voto del 96% dei cittadini della Tuscia neanche quattro anni fa. L’acqua è pubblica e la sua gestione anche, perché i privati non hanno alcun interesse a garantire il servizio idrico e ad investire nel suo miglioramento.

 

Per informazioni chiedere ai cittadini della provincia di Latina. La questione della viabilità è uno dei grandi nodi, forse l’unico, rimasti in capo alle province; cosa ci si può aspettare da chi ha lasciato il territorio del proprio comune nelle mani della S.A.T., dando il via libera alla privatizzazione, ovviamente con soldi pubblici, dell’Aurelia? Noi crediamo che non ci si possa aspettare nulla di buono, anzi, verrà dato il nulla osta definitivo anche all’altra opera mostro prevista sul nostro territorio, la Orte-Mestre. Non vogliamo indagare oltre, non vogliamo sapere come i contendenti intenderebbero tutelare il territorio e l’ambiente nella Tuscia, la sola idea ci crea qualche scompenso. Per questi motivi abbiamo deciso di lanciare un grido di speranza a tutti quegli amministratori liberi da logiche di potere e realmente interessati alla pratica e alla cura del bene comune ad unirsi a noi in questa battaglia, formando una lista indipendente, la più ampia possibile. Perché non siamo tutti uguali e del potere fine a se stesso non sappiamo che farne; insieme vogliamo avere il potere di cambiare le cose e non lasciarle in mano ai soliti noti”.

 

Paola Marchetti
Sinistra Ecologia Libertà Federazione Provinciale Viterbo
Lista “Ricominciamo a far Politica da Sinistra”

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