Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Torna per la gioia dei palati fini lo Slow Food Village. A partire dal prossimo 26 giugno, e fino al 5 luglio, prenderà infatti il via la seconda edizione di uno degli appuntamenti più apprezzati dai viterbesi nello scorso anno. Tante le novità attese, prime fra tutte quella della location. L’evento si sposterà infatti da piazza del Comune a piazza del Sacrario. Il motivo di tale cambiamento sta negli ordini imposti dal festival pseudo-culturale che si svolgerà nel medesimo periodo, appropriatosi di fatto della piazza più importante di Viterbo per avere ancor più visibilità. D’altronde si sa, la cultura e la politica hanno sempre il loro peso.

 

Certo è che se lo Slow Food Village sarà anche quest’anno capace di calamitare su di sé l’attenzione dei più rispetto alle propagandistiche presentazioni di libri che avranno luogo nel suddetto periodo, la scelta di far traslocare il Village si rivelerà, per gli acculturatori, pressoché inutile.

 

Poco male, in ogni caso, per l’evento dedicato al buon mangiare, che in quel del Sacrario potrà beneficiare di maggiori spazi entro cui dislocare i tantissimi eventi di qualità in programma nella sua dieci giorni.

 

“Rispetto allo scorso anno – spiega Angelo Proietti Palombi, presidente di Slow Food Viterbo – allargheremo il nostro raggio d’azione. Saranno ben 150 i momenti che andremo a vivere insieme alla cittadinanza. Eventi, presentazioni e dibattiti, alla presenza di nomi importanti della politica e del mondo dell’agricoltura, costituiranno la spina dorsale di un evento che avrà, in piazza Unità d’Italia, la sua personalissima arena dedicata alle conferenze.

 

Notevole attenzione – prosegue Proietti Palombi – sarà rivolta ai giovani, che entreranno a far parte attiva di questo settore attraverso la nascita di Slow Food Giovani, il cui direttivo, composto da ragazzi in grado di parlare diverse lingue, avrà anche il compito di portare il nostro progetto in giro per il globo.

 

E a proposito di internazionalizzazione, tengo a ribadire che il marchio Slow Food sarà presente all’Expo di Milano al solo fine di parlare di agricoltura locale, facendo così comprendere al mondo come tale settore rappresenti una realtà viva e capace di competere con le grandi multinazionali del cibo.

 

E in merito ai dettagli di quello che andrà ad essere il programma ufficiale degli eventi, Claudia Storcè di Slow Food Viterbo aggiunge: “Oltre alla parte prettamente culturale, fatta di incontri, dibattiti e convegni con gli ospiti, verrà allestita una ‘striscia’ in cui avranno luogo incontri per il grande pubblico. A ciò si aggiungerà un’area attrezzata, ove si terranno delle scuole di cucina e delle Summer School, organizzate con due istituzioni universitarie. Confermato lo Slow Kids, laboratorio di cucina dedicato ai bambini, e l’area dedicata ai prodotti locali e ai vini. Ogni serata, invece, si chiuderà con gli show cooking degli chef in piazza. Non mancheranno stand ove poter acquistare libri e prendere coscienza dei progetti della nostra associazione. Confermatissimi, infine, l’enoteca, la birroteca, e gli stand in cui poter degustare dell’ottimo street food. Unitamente ad essi verrà allestito anche uno spazio dedicato all’osteria, in cui si potranno apprezzare varie pietanze comodamente seduti.

 

Sicuro del successo della seconda edizione dello Slow Food Village, l’assessore Antonio Delli Iaconi ha tenuto a sottolineare la qualità dell’evento in programma quest’estate. Dello stesso avviso anche il presidente della Camera di Commercio, Domenico Merlani, che aggiunge: “L’ente camerale è fiero di essere al fianco di un’iniziativa che mira a diffondere la cultura del buon mangiare e a mettere in vetrina prodotti locali di indiscussa qualità”. In chiusura, Proietti Palombi ha annunciato l’ingresso, come presidio slow food, della Susianella di Marco Ceccobelli del ristorante “Il Casaletto”, che andrà ad unirsi a quelle targate Coccia e Stefanoni.

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