«In vista delle elezioni amministrative del 2023 e con inconsueto anticipo sono iniziate manovre e contatti da parte di storici capibastone tarquiniesi. Parallelamente – comunicano dal M5S Tarquinia – c’è un sentito dire da cui si capisce come sulla prossima tornata elettorale saranno di scena personaggi occulti che peseranno e non poco sull’esito del voto.

Ancora una volta le grandi questioni che toccano lo spazio vitale di Tarquinia entreranno a piedi pari nel confronto politico. Tante le grandi partite aperte: la superstrada, l’autostrada, l’inceneritore e soprattutto la centrale a carbone di TVN.

Tutte hanno bisogno di yes-man di provata fede e Tarquinia nel suo recente passato ha purtroppo conosciuto personaggi che si sono perfettamente immedesimati in tale ruolo. La partita più importante si giocherà con la centrale a carbone di Civitavecchia, che per legge è destinata a morire nel 2025.

L’aspettativa dei tarquiniesi, e non solo, è che finalmente questa terra possa tornare a respirare una volta spento il carbone Ma i Tarquiniesi devono fare i conti con gli yes-man che lavoreranno sodo per consentire alla centrale di Torre Valdaliga Nord di continuare ad inquinarci supportando attivamente il tentativo di riconvertirla a gas. Forse un analogo destino attende anche la centrale di Montalto, per cui Tarquinia potrebbe ritrovarsi ancora una volta sotto il fuoco incrociato dei due camini fumanti, con quantità spaventose di inquinanti che potrebbero colpirla con qualunque vento proveniante dai quadranti occidentali.

Volenti o nolenti la prossima tornata elettorale amministrativa sarà decisiva per la salute dei tarquiniesi e per la salvagaurdia del loro territorio, ancora una volta oggetto di un’aggressione smisurata, che rischia di vedere come protagonisti negativi quei capibastone che nel ruolo di yes-man potrebbero aprire le porte al nemico tradendo ancora una volta la loro città.

Il M5S si batterà perchè questo non avvenga e chiederà alla gente di sostenere questa battaglia, necessaria per portare invece avanti autentiche politiche di progresso e benessere centrate sul buon uso delle risorse ambientali, su un’edilizia virtuosamente orientata al recupero del patrimonio immobiliare grazie alle politiche attive del Movimento a livello nazionale, su un’agricoltura di grande qualità e su immenso patrimonio cultiurale che spazia dagli Etruschi a Matta».