ORTE – “La mafia nuoce all’economia e alla democrazia. Contro le organizzazioni criminali dobbiamo essere tutti dalla stessa parte, al di là dell’appartenenza politica”. Lo ha detto Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, ospite dell’affollata assemblea #LegalitàE’Libertà, organizzata ieri pomeriggio dal circolo locale del Pd di Orte, alla presenza del deputato Davide Mattiello, membro della commissione Antimafia e Giustizia.

 

Presenti anche il segretario del circolo, Angelo Zeppa, il presidente della cooperativa Alice Andrea Spigoni che gestisce un bene confiscato alla mafia a Nepi insieme ad altre tre cooperative e la consigliera comunale Antonella Claudiani. Anche il sindaco Moreno Polo ha portato il suo saluto.

 

“Oggi affrontiamo una questione cruciale per il nostro Paese. La lotta al crimine organizzato è – afferma Mazzoli – un tutt’uno con la difesa della democrazia in Italia. Si tratta di un problema strutturale che ha conseguenze enormi sull’economia e sulla tenuta democratica della società. Il 72esimo posto in cui siamo collocati nella classifica dei Paesi corrotti ha prodotto il 16% in meno di investimenti all’estero. Lo scandalo di Mafia Capitale ha dimostrato la potenza del sistema mafioso contro cui bisogna rispondere, dando segnali radicali. L’illegalità comporta costi economici e un rallentamento della crescita perché viene alterato il gioco della concorrenza”.

 

“La corruzione – aggiunge Mazzoli – si combatte anche con la semplificazione della pubblica amministrazione. La portata dei fenomeni illegali mina i valori fondanti di libertà, uguaglianza e giustizia. Anche il distacco dei cittadini dalla politica è frutto di un sistema corruttivo diffuso. La risposta contro questi fenomeni è in capo alla politica ma ha bisogno dell’incontro con la società, dal mondo dell’istruzione a quello imprenditoriale. Ogni cittadino deve aiutare a diffondere la cultura della legalità”.

 

Le risposte? Il governo Renzi ne sta dando: “L’Autorità anticorruzione – ricorda Mazzoli – ora ha una struttura definita grazie alla nomina di Raffaele Cantone che ora mette la lente d’ingrandimento su tutti i grandi appalti pubblici. Poi, è in discussione il disegno di legge in materia di corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio con primo firmatario il presidente del Senato Grasso: si inaspriscono pene per reati di concussione e corruzione; c’è il ripristino della punibilità del falso in bilancio; i reati dei dirigenti della pubblica amministrazione vengono equiparati a quelli dei dipendenti. Già approvata dalla Camera, ora al Senato, la legge che introduce i reati contro l’ambiente, ovvero l’inquinamento e il disastro ambientale, traffico di materiale radioattivo, impedimento del controllo”.

 

“Per quanto riguarda la realtà locale, le infiltrazioni coinvolgono diversi ambiti del nostro territorio. Soprattutto con la crisi, anche pezzi di economia sono stati strumentalizzati da questi fenomeni. Non bisogna mai seguire interessi particolari e bisogna fare sistema al di là dei connotati politici. Il recupero del bene confiscato a Nepi – conclude – deve farci riflettere tutti”.

 

Mattiello ha sottolineato come organizzare incontri sulla legalità sia un buon segnale per il Paese. “Uno dei danni più gravi della legalità è la perdita di credibilità, che si registra quando la classe dirigente è investita da reati di corruzione. Minare la credibilità delle istituzioni è – aggiunge Mattiello – uno dei danni più gravi dell’illegalità. La legalità è libertà e uguaglianza: la grande posta in gioco è la parità di diritti, significa contare perché si è non perché si appartiene a qualche clan o clientela. La nostra Costituzione, in quanto antifascista, è antimafiosa”.

 

“Sono convinto che la posta in gioco è l’uguaglianza. Uno dei fronti sta – conclude – nella organizzazione di quella particolare associazione a cui la Costituzione affida il compito di cucire i cittadini sovrani con le istituzioni: ovvero il partito. I partiti fanno da cerniera tra i cittadini sovrani e le istituzioni. Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte ma poi contano le condotte che si assumono. Nell’organizzazione del partito bisogna dare il buon esempio perché è lì che si seleziona la classe dirigente e le politiche che si fanno sul territorio. Come si fa il tesseramento, come si raccolgono i soldi e il consenso elettorale, come si distribuiscono ruoli e responsabilità: su questi punti si fa o meno la differenza nella capacità di essere antimafiosi”.

 

Mazzoli con Mattiello
Mazzoli con Mattiello
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