Michelini sotto attacco:

 

Frontini: “Sindaco sorretto da una maggioranza fantozziana”

 

Insogna ironizza: “Fioroni, esci dal corpo di Michelini”

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Attacchi pungenti da parte dell’opposizione e continui inviti a presentare le dimissioni. Questo il trattamento, prevedibile, riservato al sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, nel corso di una seduta incentrata sulla mozione di sfiducia firmata e presentata da ben 13 consiglieri comunali di minoranza.

 

Il primo a prendere la parola è il consigliere del M5S Gianluca De Dominicis, primo firmatario della mozione, che ricorda a tutti le pecche, le lacune e l’incapacità della giunta Michelini nel riuscire ad amministrare la città. “Stante l’incapicità del sindaco a gestire la propria giunta – chiosa De Dominicis -, nonché i lavori caotici e spesso inconcludenti delle varie Commissioni, siamo qui oggi per votare contro una modalità di amministare decisamente deleteria per la città e per i viterbesi tutti, vessati peraltro da una tassazione mai così elevata”.

 

De Dominicis legge la mozione di sfiducia
De Dominicis legge la mozione di sfiducia

 

Le motivazioni, in verità già note, vengono argomentate dai vari iscirtti a parlare. Il primo è il consigliere Goffredo Taborri, che non nasconde la delusione e l’amarezza per quanto messo in atto dall’attuale amministrazione. “Non nascondo di aver creduto in Michelini sin dalle primarie organizzate dal Pd – afferma Taborri–. Le mie speranze, però, iniziarono a incrinarsi già dal primo giorno, allorché venimmo a conoscenza dela svendita della presidenza del consiglio. Non solo. In questi due anni e mezzo, invece di valorizzare la lista con cui era stato eletto, il sindaco ha preferito affossarla senza ritegno; la conseguenza, inevitabile, è stata la disgregazione di Oltre le Mura, con invitabile passaggio di ben tre consiglieri all’opposizione. Nomine di assessori esterni, come quelle di Vannini e Perà, con annesso incremento della giunta da 7 a 8 componenti hanno dato l’idea della fermezza del primo cittadino nel difendere le proprie idee. Per non parlare poi della programmazione; gli unici cantieri che si muovono in città sono infatti solo quelli aperti dall’amministrazione Marini. Tutto ciò, e scusate se è poco, ha portato parte di questo consiglio e numerosi viterbesi a non credere più in questa amministrazione. Michelini mi dia retta e si dimetta; in questo modo ne uscirà di certo in maniera più elegante”.

 

consiglio comunale 3

 

All’insegna dell’ironia l’attacco del capogruppo di Forza Italia, Claudio Ubertini: “Vedo con piacere che nel momento del bisogno la sua maggioranza si è stretta attorno a lei, risultando per una volta presente e puntuale al primo appello. Persino il consigliere Filippo Rossi è oggi qui in aula; segno che la seduta odierna è davvero importante. Ironia a parte, ritengo che Michelini, sostenuto dal gotha della politica viterbese costituito da Gigli, Fioroni e Sposetti, sia stato limitato nelle sue azioni, trasformandosi di fatto in un sindaco ombra di una classe politica che, dopo 30 anni, ha voluto rimettere le mani su Viterbo. Il risultato è l’aumento della pressione fiscale di ben 10 milioni di euro in due anni e mezzo. Complimenti sindaco, lei sarà ricordato per tutto questo e per essere stato il primo sindaco a cui è stata presentata una mozione di sfiducia”.

 

Non meno aspro il commento della consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini. “La debolezza di questa amministrazione – sottolinea – si è vista sin dalla prima seduta, quando il consigliere Mario Quintarelli si alzò in piedi criticando la modalità di elezione del presidente del consiglio. A questo si vanno ad aggiungere decine di sedute in cui il numero legale è puntalmente saltato al primo appello, nonché il capolavoro della mancata nomina del presidente della III Commissione per oltre sei mesi. In questi due anni e mezzo siete andati avanti a colpa di maggioranza; una maggioranza che in certi momenti si è fatta persino prendere in giro, risultando a dir poco fantozziana e guidata da un sindaco spesso simile Giandomenico Fracchia, ovvero, in completa balia degli eventi”.

 

Talmente elevati sono i punti da contestare all’amministrazione Michelini, che il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi, trova ulteriore materiale da spiattellare in faccia alla giunta nonostante i ricchi e accorati interventi dei consiglieri che lo hanno preceduto.

 

“Ci sono 53 punti all’ordine del giorno – ricorda Buzzi – che attendono di essere discussi; il bilancio di previsione, invece, è stato approvato solo a seguito dell’intervento del Prefetto. Mi sembra che solo citando queste due gravi situazioni venutesi a creare si possa rendere l’idea di un’amministrazione fallimentare, supportata da una maggioranza che oggi, di fronte ai viterbesi, si assumerà una grande responsabilità: quella di mantenere in piedi una giunta incommentabile”.

 

Pirotecnico, come consuetudine, l’intervento del consigliere del Gal Sergio Insogna: “Michelini si è presentato come sindaco lontano dai partiti; ma la verità è che il partito è dentro di lui. Se ci fosse un esorcista, sono certo che non esiterebbe a imporre le mani su di lui gridando: “Fioroni, esci da questo corpo!”.

 

La battuta scatena l’applauso dell’opposizione e di alcuni presenti, a cui il sindaco replica dando del giullare, in maniera indiretta, al consigliere Insogna.

 

Ma Insogna non si fa certo cogliere impreparato, ribattendo al primo cittadino: “Ci sono sì i giullari, ma esistono anche i buffoni. Lei, caro sindaco, si merita la sfiducia, così come si è meritato i fischi della gente nella serata del 3 settembre”.

 

“Questa amministrazione – aggiunge il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci – nasce sull’idea di un cambiamento che in realtà non c’è mai stato. Il tutto con il bene stare di un Pd che, al di là delle parole, non ha mai avuto, e certamente non avrà mai, il coraggio di sfiduciare il sindaco nonostante le continue sollecitazioni a rispettare gli accordi. La più grave pecca di questa amministrazione, in ogni caso, è però quella di non essere riuscita a risolvere i veri e annosi problemi di questa città, che continuano a persistere in barba ai proclami rivoluzionari espletati in campagna elettorale”.

 

Al capogruppo di Oltre le Mura, Maurizio Tofani, un punto non è però chiaro. “Che senso ha che la mozione di sfiducia sia presentata dall’opposizione, che per sua natura è contraria all’amministrazione?”

 

Un quesito legittimo, quello di Tofani, seguito dalla convinzione espressa dallo stesso che quanto fatto da questa amministrazione non sia poi tutto da buttare

 

Di avviso opposto il collega di maggioranza Arduino Troili (Pd): “La coalizione costruita da Michelini è stata capace di vincere ma, nel contempo, ha riscontrato grandi difficoltà a governare. La città aveva scelto il cambiamento, ma in questi due anni e mezzo, con grande rammarico, ho vissuto situazioni allucinanti che mai mi sarei aspettato di vivere”.

 

Nonostante ciò Troili annuncia la volontà di votare contro la sfiducia citando alcune vicende militari di Napoleone: “Voglio essere tignoso e difendere con coraggio questa amministrazione – afferma -, seranzoso che alcune questioni in ballo, come quella relativa alla rivalorizzazione di Villa Lante, vedano presto la luce. Annuncio dunque il mio voto contrario dichiarandomi, nel contempo, diversamente in maggioranza (ovvero, a favore del sindaco ma con riserva, ndr)”.

 

In difesa del sindaco si erge anche il consigliere del Pd Christian Scorsi: “Chiedere a questa amministrazione di risolvere problemi esistenti da 30 anni mi sembra fuori luogo. Questa giunta e questa maggioranza non hanno la bacchetta magica; aspettiamo dunque la fine della consiliatura, dopodiché tireremo le somme”.

 

 

 

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