La maggioranza

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Gli sfoghi lanciati a mezzo stampa da una parte dei consiglieri del Pd e da due esponenti della lista civica Oltre le Mura, relativi a una verifica di maggioranza a seguito dei risultati delle provinciali 2015, non potevano non avere ripercussioni sui lavori del Consiglio comunale odierno.

 

Ad accendere la miccia è il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci, che interroga i pochi presenti fra i banchi della maggioranza (la seduta prende il via solo grazie alla presenze dell’opposizione) a interrogarsi sulla propria identità.

 

Oggetti del contendere, la sempre più evidente spaccatura in due gruppi all’interno del Pd e l’elezione a consiglieri provinciali di due consiglieri appartenenti alla lista civica comunale Oltre le Mura, ovvero, Maurizio Tofani e Livio Treta, a cui sono seguiti gli sfoghi di cui sopra.

 

Ed è proprio il capogruppo di Oltre le Mura, Maurizio Tofani, ad avviare la discussione, facendo notare al primo cittadino la necessità di compiere una verifica di natura politica. A tal fine, la riconsegna delle deleghe costituisce un primo e inevitabile passo.

 

Sorpreso dagli intenti espressi dal suo capogruppo, il consigliere di Oltre le Mura, Sergio Insogna, attacca a spada tratta la condotta del sindaco e di alcuni componenti della lista civica a cui appartiene. “Avevamo proposto questa soluzione mesi addietro, ma qualcuno non se l’era sentita. Oggi invece veniamo a conoscenza di tale decisione in Consiglio senza essere stati avvertiti. Evidentemente non contiamo abbastanza. Certo è che questa condotta, di cui il sindaco è spesso un ottimo interprete, ha contribuito a spaccare la nostra lista civica”.

 

La bomba è lanciata. Si inizia a questo punto a discutere sull’opportunità o meno di riconsegnare le deleghe. In questa ottica, il consigliere del Ncd, Goffredo Taborri, fa notare come il partito da egli rappresentato debba essere preso in considerazione nel caso di un futuro rimpasto.

 

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci pensa il capogruppo del Pd Francesco Serra, che sferra un duro attacco verso l’amministrazione comunale: “La maggioranza del gruppo del Pd – afferma – aveva già manifestato delle forti perplessità sul reale peso che la nuova forza politica dei Moderati-Riformisti avrà in Comune. A tal proposito, vorremmo capire se, in questo consiglio comunale, tale forza abbia la stessa valenza della Provincia. Ma non è questo il reale problema che oggi vorremmo esporre. Ciò che mi preme sottolineare, infatti, è come gli obiettivi da perseguire in merito all’amministrazione della città, messi sul tavolo dal Pd, non sono mai stati presi in esame. Al momento c’è solo grande delusione. Va bene Expo, va bene Viterbo Capitale della cultura, va bene tutto. Ma ci sono temi come quelli delle frazioni e delle società partecipate che devono essere affrontati. Così non si può andare avanti. E’ arrivato il momento di tirare delle conclusioni. Questa maggioranza chiede al primo cittadino di non piegare l’amministrazione comunale ad altre situazioni che nulla hanno a che vedere con l’amministrazione di questa città, riportando l’attenzione sui problemi reali dei viterbesi”.

 

Su quest’ultimo tema interviene anche la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini: “Vorrei chiedere alla maggioranza se, con queste discussioni, pensano di fare un buon servizio alla città. E’ un’ora e mezza che stiamo vivendo lo psicodramma della maggioranza, mentre all’ordine del giorno ci sono decine di ordini del giorno in attesa di essere discussi. Sarebbe il caso che i panni sporchi venissero lavati in separata sede e non nel mezzo di un Consiglio comunale”.

 

Ad aggiungersi al coro è anche il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini: “Non avevamo intenzione di mettere il dito nella piaga, ma intervenire sulle spaccature della maggioranza è purtroppo inevitabile. Come affermato dal consigliere Santucci, sarebbe il caso che la maggioranza si chiarisse e poi si ripresentasse in aula, in modo che si possa lavorare su punti chiari e condivisi da tutti. Se avete intenzione di redistribuire le deleghe fatelo pure, ma non in sede di consiglio comunale. Chiudetevi in conclave e stabilite una linea da seguire”.

 

Particolarmente stizzito dall’andamento della seduta, il consigliere del gruppo misto, Elpidio Micci, non risparmia stoccate: “Siamo qui oggi per assistere allo sfogo dei consiglieri di maggioranza o per risolvere i problemi della città? L’unica cosa certa è che la minoranza sta tenendo il numero legale per esaminare i punti all’ordine del giorno, non certo per parlare dei drammi dei consiglieri di maggioranza. Il presidente del consiglio rimetta sui binari giusti questa seduta. O si torna a lavorare o mi alzo e me ne vado”.

 

Non meno piccato l’intervento del consigliere Vittorio Galati: “Siamo su scherzi a parte, su Zelig o in Consiglio comunale? Stiamo assistendo ormai da ore a imbarazzanti balletti incentrati sulla riconsegna o meno delle deleghe al fine di riportare ordine in maggioranza. Nel frattempo le strade sono un colabrodo e i rifiuti ci sommergono. In vent’anni di esperienza in consiglio comunale non ho mai visto niente di simile. Quella attuale passerà certamente alla storia come un’amministrazione unica, e non certo in senso positivo. Sindaco, mi dia retta, viste le discussioni di stampo circense che spesso caratterizzano questa assise, la invito a far pagare il biglietto a chi intende assistere al consiglio comunale. Le casse del Comune ne beneficerebbero”.

 

A replicare è la consigliera Daniela Bizzarri (Pd) la quale, dopo aver rimarcato la volontà di tenersi ben stretta la delega assegnatale, ricorda come, in realtà, spettacoli di questo tipo fossero andati in scena anche nella passata amministrazione.

 

La situazione si fa sempre più tragicomica e surreale.

 

A mettere fine a questo scempio, ci pensa, fortunatamente, il sindaco Michelini, che afferma: “Sono disponibile a qualsivoglia verifica di tipo politico-programmatica. Oltre aciò, credo la lista civica presentata in provincia, denominata Moderati-Riformisti, non rappresenti un problema per questo consiglio. In merito invece alle parole del capogruppo Serra, non ho ben capito se egli parli a nome di tutti i consiglieri del suo partito o in rappresentanza di una parte di essi. A prescindere da ciò, credo che il fatto che questa amministrazione abbia ancora tanto da fare sia vero. Non credo invece che, a differenza di quanto fatto intendere da Serra, questa giunta sia rimasta inoperosa sino ad oggi. Ad ogni modo, se il problema sono gli assessori si sfiducino gli assessori. Se invece il problema sono io allora si sfiduci me. Ma si abbia quantomeno il coraggio di dirlo apertamente”.

 

A smentire il sindaco ci pensa però il consigliere del Ncd, Goffredo Taborri: “Quando ero nel gruppo di Oltre le Mura si ebbe spesso modo di discutere sull’opportunità di sfiduciare alcuni assessori. Ma lei, caro sindaco, fece orecchie da mercante. Non ci si venga dunque a raccontare baggianate. La realtà è un’altra e lei se lo dovrebbe ricordare molto bene”.

 

La querelle si chiude qui, lasciando finalmente spazio a discussioni ben più proficue relative alla sanità viterbese. Sono le ore 18; il Consiglio ha ufficialmente perso due ore sulle problematiche interne alla maggioranza. I cittadini, che con le proprie tasse contribuiscono ai costi delle sedute, ne saranno certamente soddisfatti.

 

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