Questa volta non è una questione politica ad aggiungere guai alla già travagliata Amministrazione del sindaco Paolini, bensì una questione prettamente amministrativa.

La società Talete, nel revisionare la modalità tecnico-economica della sua gestione delle acque, come qualche sindaco allora governatore di un paese a noi limitrofo aveva sagacemente previsto, allorché il probabile politico locale di turno a livello superiore instituì la Talete ed il politico di turno locale entrò nella medesima, ha cambiato sistema di gestione.

Inizialmente la Talete ha ridotto i quintali di acqua gratuitamente assegnati ad ogni nucleo famigliare; poi li ha tolti definitivamente e tutta l’acqua utilizzata è passata a pagamento, mentre quella utilizzata dalle strutture sociali e non della pubblica Amministrazione, come Scuole, Asili nido, Sede Comunale, Rocca dei Papi, Pubbliche Fontanelle, veniva pagata forfettariamente per un importo di circa 50.000 mila euro.

Da quest’anno anche questa forma è stata cancellata ed ora l’Amministrazione comunale dovrà pagare sui consumi reali, visto che tutte le suddette strutture pubbliche comunali, sono state dotate di specifico contatore.

Questa manovra, nei confronti dell’Amministrazione porterà un aggravio di circa 100.000 euro per cui, la cifra globale che il comune dovrà mettere in bilancio, quale costo dell’acqua, sale a circa 150.000 euro. Una cifra enorme se tutta la tematica s’inserisce nella realtà della qualità dell’acqua fornita che non è poi così cristallina ed ottimale da giustifica una tale spesa.

Pietro Brigliozzi