Man mano che corrono i giorni ed i giorni del voto si avvicinano, la dialettica tra le due liste presentate nella città di Montefiascone, si fa sempre più aspro.

La civile dialettica è finita nella ricerca delle anomalie tecniche per poter battere la lista avversaria a suon di carte bollate.

Dopo le contestazioni da parte della lista di sinistra guidata dalla candidata a sindaco, la validissima Giulia De Santis, alla lista che ha riunito la destra, ora la lista di destra controbatte denunciando gravi irregolarità, disguidi ed incongruenze che esisterebbero nella lista di sinistra.

La Commissione elettorale locale preposta ha già annullato la candidatura di Michela Danti, nella lista di destra, su contestazione da parte della sinistra; ora la destra ha chiesto alla stessa Commissione l’annullamento della lista di sinistra con la candidata sindaco, Giulia De Santis, ritenendola piena di errori, alcuni dei quali sarebbero al limite della razionalità, per non dire, ingenuità politica; di contro i responsabili della lista di sinistra sono ricorsi al Tar per far annullare la sentenza della Commissione ed essere riammessa alla competizione elettorale.

Sig, Vincenzo Frallicciardi, quanta verità c’è sulle gravi irregolarità per le quali la Commissione ha annullato la lista di sinistra della quale Lei, come segretario politico del PD, è stato un importante artefice?

“Debbo dire con franchezza, che molte delle notizie diffuse ad arte da alcuni componenti della lista di destra, definite emanate dalla Commissione che ha esaminato la lista sono prive di ogni fondamento, completamente false al limite della denigrazione politica senza escludere quella personale. Domenica la Commissione ha dato il suo verdetto facendo un solo rilievo; la presunta mancanza del simbolo sulla nostra lista. Noi abbiamo in mano il rescritto ufficiale, munito di tutti i relativi timbri dato dal Segretario Comunale al momento in cui abbiamo consegnato la lista, ove si dice che la documentazione presentata era completa e regolare in ogni sua parte. Non si capisce come mai soltanto domenica, dopo una settimana, detto simbolo sia sparito; per questo abbiamo fatto ricorso al Tar ed ora, attendiamo il suo responso”.

Pietro Brigliozzi