Il consigliere Angelo Merlo, uno dei firmatari del documento di sfiducia nei confronti del ex sindaco di Montefiascone Massimo Paolini, fornisce una sua spiegazione sull’accaduto rispondendo alle nostre domande.

Come  valuta le attuali esternazioni dell’ex Sindaco Paolini?

È incredibile che l’ex sindaco non sia riuscito a farsi un esame di coscienza e non voglia riconoscere gli errori che ha commesso fin dal primo anno del suo mandato. Dispensa colpe nei confronti di chi lo aveva sostenuto ed aiutato per la sua elezione, senza però farsi alcuna domanda sul perché dei tradimenti di cui parla e si ritiene vittima.

Cosa direbbe ora all’ex Sindaco?

Caro ex sindaco il vero traditore è Lei e tutti gli altri che insieme a Lei hanno amministrato questa città, con poca trasparenza ed accortezza politica. Basti pensare che vi siete approfittati dell’inesperienza delle giovani nuove persone che avevate coinvolto nella lista del Melograno, giocandoci sopra.

Secondo Lei da cosa è scaturito tutto questo?

Il giorno dopo la vittoria della lista, l’ex Sindaco ed il suo triunvirato, per la verità in quell’occasione erano in 4, si sono riuniti in seduta segreta presso la sua abitazione, per pianificare la spartizione delle poltrone. È stato il primo segnale, poi tutto il resto; una triste storia durata più di quattro anni nei quali l’ex Sindaco Paolini si è fatto sfuggire di mano la situazione, senza riuscire a creare una squadra, non ha mai coinvolto nell’attività amministrativa chi aveva creduto nella Lista e si era fidato, forse un po’ ingenuamente.

Stando a questo suo racconto tutte responsabilità sono quindi nel comportamento politico dello stesso ex Sindaco

È proprio Paolini che ha tradito i sogni e le aspettative di chi aveva in mente di poter far qualcosa di buono per la propria città con impegno, volontà, ed entusiasmo.

In sintesi Paolini si è dato la zappa sui piedi…

A tutto ciò si deve aggiungere i vari personalismi, la mancanza di programmi, l’incapacità di portare avanti i progetti. Alla fine di una politica, a dir poco scellerata, guidata dalle persone che erano a casa sua nella spartizione delle poltrone, è arrivato il conto. Paolini non ha colto il forte segnale di malcontento all’interno della sua stessa maggioranza, esploso non il giorno della sfiducia ma nel Consiglio Comunale del 3 agosto, come tutti ben sappiamo.

Brigliozzi Pietro