MONTEFIASCONE – In questi giorni i cittadini di Montefiascone stanno ricevendo le bollette delle lampade che tengono accese sulle tombe dei loro cari e, fin qui, nulla da ridire.

Il problema sorge nel momento in cui si va a leggere l’importo delle medesime, sulle quali si riscontra un notevolissimo aumento rispetto agli anni scorsi. Ammesso che vi fosse stata tanta necessità, tale aumento, si poteva fare anche più graduale, commentano alcuni, mentre altri pensano a soluzioni diverse come lo stacco della fornitura elettrica e l’installazione dei mini pannelli solari autonomi.

L’aumento riscontrato e di ben tre € e due centesimi; dalle sedici € e cinquanta, si è passati, di colpo, ad € diciannove e cinquantadue. Un aumento, che in un periodo di crisi, come questo, si fa sentire sull’economia di ogni famiglia ed al tempo stesso è un rincaro che si fa fatica a giustificare in considerazione che tutte le Amministrazioni centrali, da quelle di Stato a quelle Regionali, parlano del forte impegno che mettono nel cercare di ridurre le tasse; a Montefiascone, di contro, l’Amministrazione Paolini, le aumenta, tra l’altro, con una motivazione poco convincente.

L’altro aspetto che ha suscitato qualche perplessità, ma questa è una questione interna all’Amministrazione Paolini, sulla quale, non spetta a noi far riflessioni; tale aumento è stato messo in atto senza informare il delegato al cimitero, consigliere A. Merlo, come sarebbe stato, non solo opportuno, ma doveroso. Il consigliere, infatti, innanzi a qualche persona che gli ha chiesto spiegazioni, si è trovato in imbarazzo, anche se in modo tempestivo e determinato, come è sua indole fare, si è attivato presso l’ufficio competente per saper le motivazioni di tale aumento.

Le motivazioni sono venute, ma onestamente, lasciano molto perplessi. L’aumento è stato fatto per adeguare o rendere più vicine le bollette di Montefiascone a quanto fanno pagare altri paesi vicini, i quali hanno tariffe molto più alte delle nostre, come Celleno, ove, stando a quanto riferiscono alcuni residenti, si paga addirittura venticinque € all’anno. Non è nostro dovere entrare in merito a questa scelta, ma certo è che non è da ritenere ottimale, specialmente, in ragione alla motivazione.

Pietro Brigliozzi

 

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