Pietro Brigliozzi

 

MONTEFIASCONE – La commissione di controllo presso Villa Serena s.r.l., istituita con delibera consigliare numero ventuno del diciasette maggio duemilatredici, viene soppressa a seguito delle dimissioni del suo presidente, consigliere Massimo Ciucci.

 

Il Ciucci ha definito le sue dimissioni doverose in quanto la Commissione, a suo avviso, non ha più senso che stia in piedi, in quanto, i suoi compiti sono inrilevanti nei confronti del Consiglio d’Amministrazione della struttura stessa; anzi, spesso, può essere considerata un’ingerenza nel CDA e non vi sono motivi seri perché essa possa essere un organismo così importante ed al tempo stesso possa esercitare direttive diverse da quelle che prende il Consiglio d’Amministrazione. D’altra parte, ha concluso il Ciucci, se qualche consigliere vuol sapere qualcosa sulla struttura basta che si rechi presso la medesima e chieda di visionare gli atti e le delibere visto che sono documenti di pubblico interesse.

 

La protesta da parte dei consiglieri di opposizione è stata dura ed ha assunto un carattere dai due volti: da una parte di grande soddisfazione in quanto al tempo dell’istituzione la ritennero una struttura di parte e quindi di dubbio funsionamento; dall’altra di grande rammarico in quanto viene così meno quell’atteggiamento di controllo che l’Amministrazione Comunale deve avere su un ente, come Villa Serena, del quale detiene la maggioranza del pacchetto azzionario.Il consigliere di minoranza Morleschi, nel suo intervento, ha sottolineato che non è assolutamente vero quanto affermato dal Ciucci quando parla d’ingerenza della Commissione nel CDA, in quanto essa aveva il solo compito di verificare che ogni atto amministrativo e logistico avvenisse secondo le norme statutarie e secondo le leggi della retta convivenza civile. Il più determinato nel contrastare questa decisione è stato il consigliere di minoranza Paolini che, nel suo intervento di valutazione di quanto si stava facendo, è stato molto duro allorché ha apostrofato il Ciucci di essersi rivelato incapace di presiedere e far funsionare la commissione, per cui, bene ha fatto a dimettersi.

 

Il Paolini non si è fermato quì ed andato avanti nell’accusare il Ciucci affermando che i Patti Parasociali dovevano essere controllati; c’era da verificare la correttezza delle spese, la regolarità delle assunzioni del personale. Di tutto questo il Ciucci non ha fatto nulla. Poi, rivolgendosi allo stesso, il Paolini ha seguitato a dirgli: ora sei costretto a dimmetterti, poichè non hai mai voluto far funsionare questa commisisone nonostante le nostre sollecitazioni, non l’hai mai convocata nonostante le nostre richieste.

 

Cose gravissime queste anche nei confronti dei cittadini, ha continuato il Paolini, poiché il fiume di denaro con cui si manda avanti la struttura, per buona parte, è dei cittadini stessi e degli ospiti della struttura che pagano salate rette. Quì non si sa nulla, non si fanno le verifiche di bilancio, non si conoscono neanche i piani industriali dell’ente. Morleschi, intervendo, ha precisato: il Presidente ha portato prima la contabilità da quì a Roma e non si comprende il perchè, possibile che in Montefiascone ed in tutto l’Alto Lazio non vi è un commercialista o uno studio commerciale all’altezza della situazione??!! mi sembra strano e su questo non hai detto nulla. Poi, il medesimo ha spostato il tribunale competente per definire i contenziosi da Viterbo a Roma ed anche su questo non hai detto nulla e non si comprende il perché visto che in Viterbo vi è un’ottimo tribunale. Vogliamo sapere i perché di questi movimenti, che noi riteniamo poco corretti, sottolineo anche certi CDA fatti anche senza legalità quando su cinque consiglieri ne sono mancati tre ed il CDA, in questa situazione di mancato numero legale, è stato fatto lo stesso pur sapendo di essere fuori della legalità.Si è passatia a votazione con undici voti a favori, qualli della maggioranza e quattro contrraio, quelli della minoranza. E’ stata votata, poi, quale conseguenza necessaria, la riattribuzione delle prerogative della disciolta commissione alla Prima Commissione Consigliare Permanente.

 

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