Montefiascone patrimonio archeologico

Riprenderanno nel corso della prossima estate, dopo oltre tre lustri di silenzio, le ricerche archeologiche nell’importante santuario etrusco di Piana del Lago a Montefiascone grazie ad una sinergia tra istituzioni italiane e straniere che vede protagonisti, a fianco dell’Amministrazione comunale, il Mibact con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e il Polo Museale del Lazio, l’Ecole Normale Supérieure-Paris, l’Ecole Pratique des Hautes Etudes de Paris e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che da anni collabora con la Soprintendenza per l’esecuzione di prospezioni geofisiche.

Le nuove indagini archeologiche, che saranno intraprese, su concessione del Mibact, e con il fattivo sostegno del Comune di Montefiascone, dall’Ecole Normale Supérieure sotto la direzione sapiente del prof. Vincent Jolivet, Directeur de recherche – CNRS AOROC rientrano in un più ampio progetto di ricerca incentrato sul comprensorio sud-orientale del lago di Bolsena e sullo studio dei materiali provenienti da vecchi recuperi e scavi, condotti sino agli inizi del 2000 ma ancora sostanzialmente inediti, primi fra tutti quelli eseguiti all’interno della Rocca dei Papi e nell’area del santuario etrusco.

Come concordato nel corso del sopralluogo congiunto condotto lo scorso 26 febbraio, cui hanno partecipato, per il Comune il Sindaco Massimo Paolini, l’Assessore al Patrimonio Massimo Ceccarelli e la consulente dott. Valentina Berneschi, per il Polo Museale del Lazio la dott. Sara De Angelis responsabile per Museo Nazionale Etrusco della Rocca Albornoz di Viterbo e la dott. Sara Costantini consegnatario dei materiali conservati nei depositi e, per la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale i funzionari competenti per territorio, dott. Maria Letizia Arancio e arch. Yuri Strozzieri e per le istituzioni francesi il prof. Vincent Jolivet e il dott. Martin Jaillet, il progetto di ricerca sarà disciplinato da un protocollo d’intesa e improntato, in tutte le sue fasi, ad un rapporto diretto ed aperto tra gli attori e la comunità locale, senza tralasciare gli aspetti collegati al mondo accademico. Tutto ciò sarà possibile anche attraverso la creazione di un “luogo della cultura” con funzione di deposito /laboratorio, liberalmente concesso alla Soprintendenza dall’Amministrazione comunale: destinato ad accogliere in via temporanea i reperti provenienti da vecchi scavi, fino alla conclusione dello studio e del restauro (previsti nell’arco di un triennio), e in via definitiva gli apporti delle nuove indagini, ospiterà studenti e ricercatori italiani e stranieri che, secondo un calendario di “aperture” concordato con la Soprintendenza e con il Polo, finalmente affiancati, così come gli archeologi all’opera sullo scavo, potranno illustrare ai visitatori le attività in svolgimento. Visite didattiche, conferenze, workshops, ma anche convegni scientifici e mostre: è questo il percorso che, insieme, si intende tracciare, finalizzato alla conoscenza, alla conservazione, allo studio, alla valorizzazione e alla fruizione del Patrimonio archeologico locale.