ORTE – “Domenica 7 giugno, a partire dalle ore 16,30, presso la Sala delle bandiere del Comune di Orte si è tenuta l’Assemblea costitutiva della locale sezione Anpi. Ad aprire i lavori il sottoscritto che ha inizialmente ringraziato i presenti e quanti hanno permesso la nascita d’una nostra nuova sezione per poi tracciare una breve storia dell’Associazione che, il giorno prima, aveva spento 71 candeline, spiegando come e perché si è aperta anche a quanti non hanno preso parte alla Lotta partigiana, per diventare ciò che è oggi. Subito dopo ha portato i saluti dell’ortano Salvatore Federici, assente per via del pranzo dell’Associazione marinai, internato militare dai nazisti e attualmente Presidente provinciale dell’Associazione nazionale combattenti e reduci (Ancr), che ha garantito l’adesione all’Anpi nonché la massima collaborazione con la medesima. Infine, il sottoscritto ha chiesto, e poi ottenuto, che la nascitura Sezione sia intestata al Martire Tito Bernardini, ferroviere di Orte, Combattente partigiano a Roma nel Movimento comunista d’Italia – Bandiera rossa, recluso e orribilmente torturato in via Tasso, a Regina coeli, e trucidato alle fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.

 

La parola è passata quindi a Massimo Recchioni, per la costituenda Sezione, giornalista e autore, che vive tra Orte e Praga, celebre per le pubblicazioni contro il revisionismo strumentale sulla Volante rossa, su Francesco Moranino e sul Gobbo del Quarticciolo. Recchioni, dopo aver ringraziato gli enti locali, ha spiegato le motivazioni e l’esigenza di questa costituzione o, meglio, della sua urgenza dinanzi al dilagare, nelle sue diverse forme, del neofascismo contro cui occorre, innanzitutto, difendere la Costituzione repubblicana dagli attacchi degenerativi cui è sottoposta. L’auspicio è che all’Associazione accorrano giovani e giovanissimi sino a diventarne la maggioranza. Recchioni ha chiuso citando Pertini, che si domandava: “Come può la libertà essere disgiunta dalla giustizia sociale?”.

 

Il Vicepresidente provinciale Giuliano Calisti, dopo essersi congratulato con Recchioni, ha parlato delle nostre alte responsabilità nei confronti della storia partigiana, accostando il nostro lavoro a quello delle staffette nella Resistenza. Ha citato, come vittoria dell’Anpi, la revoca della Medaglia a ricordo del fascista Paride Mori, concordando con la richiesta di revisione degli altri riconoscimenti assegnati a fascisti e collaborazionisti nel Giorno del ricordo. L’Anpi, ha chiuso, serve per opporsi alla “schiuma” prodotta dal revisionismo strumentale, cui non bisogna in alcun modo prestare il fianco.

 

È spettata quindi la parola al Coordinatore regionale e rappresentante del Comitato nazionale, Vincenzo Calò, il quale ha parlato dell’Assemblea in corso come un atto di coraggio, una sfida odierna a quello che era l’obiettivo del nazifascismo, cioè eliminare la cultura e il ricordo, facendone terra bruciata, prima con i roghi e poi con le stragi. Si è quindi riallacciato al discorso di Recchioni sugli attacchi alla Costituzione, la cui manomissione, soprattutto in termini di riforma elettorale e di riassetto delle istituzioni, contraddice appieno i valori e il patrimonio della Lotta partigiana. Questa prima parte è stata chiusa da Rita Squarcetti che ha letto i passaggi relativi alla figura di Tito Bernardini, dal libro Martiri viterbesi alle fosse Ardeatine, ufficializzando così la dedica della Sezione. È quindi emersa, con approvazione unanime, la proposta di Recchioni per un’istanza da formulare il prima possibile al Comune per l’intitolazione di una via al Martire che, a vent’anni dall’uscita del libro citato, in cui si faceva appello in tal senso, non è stata ancora effettuata.

 

La parola è passata ai presenti che intendessero intervenire. Giovanna Cavarocchi, dell’Auser Viterbo, di cui ha riferito i saluti, ha portato in omaggio copie della raccolta di testimonianze locali, riguardanti anche il periodo bellico, Fogli di vita, Le Donne raccontano, a cura di Maria Roberti, pubblicata da Auser e Spi – Cgil nel 2009. Ha poi menzionato la manifestazione tenuta la mattina in ricordo dell’Eccidio di Viterbo dell’8 giungo 1944. Dopodiché ha esortato a lavorare sodo insieme alle altre realtà associative, soprattutto nelle scuole. Calò ha fatto cenno, quindi, agli accordi con il Miur che aprono all’Anpi diverse possibilità in tal senso. Carlo Sansonetti, operatore sociale, colpito dalla tragica vicenda narrata, ha ribadito la necessità dell’intitolazione della via a Bernardini, domandando: “Se un Comune non si occupa di questo, di cosa si deve occupare?”. Enzo Zangrilli, pensionato, ha riportato un fatto locale, un comunicato stampa di Noi per Salvini Orte che, mentendo, ha parlato dell’invivibilità nello Scalo cittadino per via degli extracomunitari. Occorre perciò opporsi al razzismo e all’imbarbarimento della società particolarmente in materia di immigrazione. L’Anpi – ha concluso – deve servire a questo. Anna Santori, anch’ella pensionata, ha parlato del ricordo come obbligo. Fabio Vernillo, militante del Partito comunista, ha auspicato un’Anpi che si opponga senza remore al Jobs act e alla demolizione della Scuola pubblica e si è augurato che l’anno prossimo si possa tenere il Corteo per il 25 Aprile romano, al contrario di quanto successo quest’anno.

 

In merito all’elezione dell’Organismo dirigente. Per il Comitato di sezione sono stati eletti: Massimo Recchioni, Anna Santori, Gabriele Segattini, musicista, tastierista dei Maleducazione alcolica ( Tuscia ska), Rita Squarcetti, ginecologa, ed Enzo Zangrilli. Il Comitato ha così eletto Presidente: Massimo Recchioni, Vicepresidente: Enzo Zangrilli, Segretaria: Anna Santori, Amministratrice: Rita Squarcetti. L’Assemblea si è chiusa con l’esecuzione d’un brano dedicato a Giovanni Pesce e Nori Brambilla e dell’immancabile Bella ciao. E intanto le iscrizioni hanno superato la quarantina e vanno aumentando”.

 

Silvio Antonini
Presidente Cp Anpi Viterbo

 

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