Andrea Orlando

 

VITERBO – “Andrea Orlando è il candidato che pone il problema della ricostruzione del Pd dopo la scissione e di un campo di centrosinistra democratico e progressista. Saremo competitivi se avremo un Pd forte e unitario e intorno un campo di forze democratiche che non ha a che fare con le esperienze del passato ma ci renderà competitivi nei confronti del centrodestra e del M5S. Ci sono tutte le condizioni per fare una bella battaglia congressuale: dobbiamo metterci tutto il nostro impegno e quello spirito di squadra che può restituire ai nostri iscritti il senso di una ripartenza”.

Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, ha aperto questo pomeriggio l’assemblea provinciale a sostegno della mozione di Andrea Orlando, una riunione organizzativa in vista dei congressi di circolo. Presenti, tra gli altri, la parlamentare Alessandra Terrosi, i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Riccardo Valentini, il presidente della Provincia Mauro Mazzola, oltre all’assessore comunale Alessandra Troncarelli e diversi sindaci.

“Nel Viterbese – ha detto Mazzoli – finora si sono tenuti due congressi: Valentano e Villa San Giovanni In Tuscia. In entrambi gli iscritti hanno scelto Orlando. Oggi pomeriggio si terrà quello di Vetralla e siamo ottimisti su un altro risultato positivo. Domani si terrà il congresso a Blera, mentre la quasi totalità si svolgeranno la prossima settimana”.

“La nostra valutazione – ha proseguito – è che ci siano le condizioni perché in questa prima fase la mozione di Orlando possa ottenere un buon risultato nella provincia purché si faccia un lavoro scrupoloso nei circoli, parlando con gli iscritti e spiegando le ragioni della candidatura di Andrea Orlando. Abbiamo bisogno di un largo coinvolgimento perché sono stretti i tempi di svolgimento del congresso: necessitiamo di organizzarci come una squadra larga sul territorio con tanti protagonisti perché il gruppo provinciale non potrà partecipare a tutti i congressi visto che quasi tutti si svolgeranno venerdì, sabato e domenica. Abbiamo bisogno di un protagonismo dei circoli e nei circoli. In ognuno serve un presentatore della mozione e la composizione di una lista”.

“Ciascuno di noi – ha chiarito Mazzoli – è a disposizione per le richieste se e dove fosse ritenuta utile la nostra presenza. Serve una comune assunzione di responsabilità, un lavoro di squadra. Questa impostazione si sposa con lo spirito della candidatura di Orlando. È utile ai fini del risultato positivo avere un gruppo dirigente largo che rappresenti l’idea di fondo della proposta: riunire il Pd come condizione per riunire il Paese, ora attraversato da fratture che lo indeboliscono. Un’esigenze percepita non solo dentro Il Pd. Orlando non è il candidato più di sinistra rispetto agli altri, questo è il tentativo degli altri di confinare la sua candidatura. Orlando è colui che vuole ricostruire il Pd dopo la scissione, ci rivolgiamo agli iscritti e ai militanti del Pd, al popolo del centrosinistra, ai delusi e disorientati dalla scissione”.

“Sono le esigenze avvertite non solo dagli ex Ds ma da tanti democratici. Lo sanno anche molti renziani: se hanno scelto il ticket Renzi-Martina è perché sono consapevoli che da solo Renzi non può farcela. Spirito unitario e alto senso del partito: questo rappresentiamo. Non abbiamo mai smesso di ritenere essenziale il partito. Siamo per un partito che individui il senso di una comunità, di una visione. Siamo distanti da un correntismo esasperato che ha finito per indebolire il processo politico del Pd. Coi nostri iscritti e poi coi cittadini dobbiamo affrontare un punto: abbiamo perso il referendum. Non siamo noi che stiamo spingendo per il proporzionale ma c’è una spinta oggettiva in questo senso: se non la affrontiamo con una nostra strategia saremo bersagli di questa ondata e non protagonisti”.

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