Silvia Blasi

PROVINCIA – “Lo scorso 21 settembre la nostra deputata Federica Daga ha discusso in commissione ambiente un’ interrogazione urgente riguardante le recenti dichiarazioni del Ministro Del Rio sulla procedura di approvazione del progetto di completamento della SS 675 Umbro laziale, tratto Monte Romano Est-Civitavecchia, che sarebbe dovuto avvenire attraverso una delibera CIPE entro l’estate. L’obiettivo dell’interrogazione era quello di fare chiarezza rispetto alle intenzioni del Governo sul ricorso alla legge obiettivo, a più riprese giudicata superata dallo stesso Governo, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti.

Il progetto di completamento prevede il passaggio dell’infrastruttura nella Valle del Mignone, una delle aree da un punto di vista paesaggistico e naturalistico più importanti e meglio conservate del nostro Paese impattando con siti SIC e ZPS, motivo per cui la CTVIA (Commissione Tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in data 20/01/2017 ha espresso parere negativo di compatibilità ambientale per il tracciato verde elaborato da ANAS. La CTVIA ha manifestato parere contrario anche per assenza della Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) sui siti Natura 2000, studio che dovrà essere redatto da ANAS e successivamente sottoposto a parere del Ministero dell’ambiente.

Prendo atto con grande preoccupazione che, come si legge nella risposta del Ministro, “nel caso del permanere del parere negativo sulla VINCA, si provvederà ad autorizzare l’opera, per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, consultando la commissione Europea sulle misure di compensazione da adottare”. Va ricordato che la CTVIA, nel parere del 20 luglio 2017, ha ribadito nuovamente come non sia possibile elaborare eventuali prescrizioni e misure di mitigazione dato che gli impatti dell’opera non sono mitigabili.

Ritengo che il completamento dell’opera così come progettata attualmente, ovvero passante nella Valle del Mignone, non sia realizzabile poiché mette a rischio la sopravvivenza di habitat di interesse comunitario appartenenti alla rete Natura 2000 esponendo l’Italia a sanzioni comunitarie. Agirò con tutti i mezzi a disposizione per evitare la devastazione di un’area il cui paesaggio è stato definito “pristino dai tempi degli etruschi” dai tecnici della Commissione Ambiente coinvolgendo i portavoce del M5S a tutti i livelli istituzionali. Il Governo non può utilizzare risorse pubbliche facendo calare dall’alto un’ opera che distrugge un patrimonio collettivo irriproducibile, si impegni invece a valutare soluzioni condivise a basso impatto ambientale con le comunità locali interessate dal progetto.”

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