ORTE – “Si è svolta lunedì 5 nel tardo pomeriggio, davanti alla stazione ferroviaria di Orte, la festa di «commiato» del Comitato per il NO alle modifiche costituzionali.

Il Comitato era nato a maggio su iniziativa di pochissimi cittadini e della Sezione locale dell’A.N.P.I. Cresciuto nel tempo, ora si è sciolto, dopo sei mesi di costante attività di informazione, resa assai difficile dall’impari confronto sul piano dei mezzi finanziari, dei tempi televisivi, degli spazi sui media: nonostante questo, a Orte come nel resto del Paese, Davide ha comunque sconfitto Golia!

Il lavoro del Comitato, importante sottolinearlo, è stato su un piano puramente «istituzionale», molto diverso da quello fatto da altri soggetti politici, soprattutto dalla destra – peraltro di fatto assente, almeno in veste ufficiale, dalla campagna di Orte – che a livello nazionale ha cavalcato questa consultazione come arma contro il Governo (peraltro colpevole, a sua volta, di aver fatto il primo passo sbagliato, quello di trasformare il referendum in un plebiscito su di sé). In risposta a questo, si è sempre cercato, da parte di un gruppo di volontari con pochissimi mezzi a disposizione, di «spersonalizzare» questo tentativo di riforma costituzionale, spiegando sempre accuratamente come fosse una forzatura, sbagliata nel metodo e nel merito, indipendentemente appunto da chi l’avesse scritta. Altri usano e useranno il risultato elettorale contro un Partito e una persona; altri addirittura, con inopportuno provincialismo, si rifanno a situazioni e amministrazioni locali con le quali questo referendum non aveva nulla da spartire.

Il Comitato per il NO alle modifiche costituzionali ha fatto una scelta diversa sin dall’inizio; che ritiene ancora oggi, alla fine dei giochi, quella giusta: dare i mezzi per capire e bocciare. Crede, alla fine della battaglia, da questo punto di vista, di essere riuscito nel proprio obiettivo. E che sia giusto, ora, rientrare nei ranghi, moderare i toni e ricucire i rapporti, dopo una competizione spesso fin troppo velenosa.

Per questo, esausti ma contenti, i membri hanno brindato pubblicamente, non solo tra di loro, ma intercettando e offrendo un bicchiere di vino ai pendolari che tornavano, come ogni giorno, dal loro lavoro. Anche a coloro che avevano votato Sì: perché la Costituzione è, e per fortuna resterà, garanzia dei diritti non di minoranze elitarie o di parti del Paese, ma di ogni cittadino”.

Claudio Forzoni
Comitato per il NO alle modifiche costituzionali di Orte

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