ROMA – “La parità di genere non è solo uno slogan, va riempita di contenuti. E si raggiunge con misure concrete: nel welfare, nel lavoro, nell’istruzione, nei diritti, nella vita quotidiana.

E mai come oggi Parlamento e Governo stanno mettendo a segno risultati importanti, sotto lo stimolo continuo del Partito democratico che su questi temi è impegnato da sempre. Quello su cui stiamo lavorando è anche un cambiamento culturale per scardinare la violenza di genere che in Italia continua a fare vittime”. Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico alla vigilia della Giornata internazionale della donna, che si celebra domani, 8 marzo.

“Molto – ricorda Mazzoli – è stato fatto per contrastare la violenza sulle donne, ma moltissimo resta da fare. Tra i traguardi raggiunti, la ratifica della Convenzione di Istanbul, il decreto contro il femminicidio, con pene più severe contro violenze e stalking; il Piano antiviolenza, finanziato con 30 milioni di euro per gli anni 2014-2016. E poi, ancora, i congedi retribuiti per le donne vittime di violenza”.

“In tema di lavoro e welfare – continua il deputato dem – ricordiamo il congedo parentale utilizzabile in un arco temporale più lungo, la cancellazione delle dimissioni in bianco, l’estensione dell’indennità di maternità alle lavoratrici iscritte alla gestione separata dell’Inps, il voucher baby sitter, il bonus bebè. E poi, in tema di pensione, la cancellazione delle penalizzazioni previste dalla legge Fornero per le persone andate in pensione di anzianità prima dei 62 anni a partire dal 2012 e fino al 2017 e, infine, l’opzione donna».

“È così, con azioni che condizionano direttamente la vita quotidiana delle persone – prosegue Mazzoli – che si dà un contributo serio alla lotta contro la violenza di genere e alla promozione dell’uguaglianza, che purtroppo, ancora oggi, rimangono urgenze democratiche con le quali fare i conti anche nel nostro Paese. Ed è per questo che lo sciopero delle donne organizzato da Women’s March, il movimento americano responsabile delle proteste contro il presidente Donald Trump dello scorso 21 gennaio, e da tanti altri gruppi di tutto il mondo, tra cui l’italiano Non una di meno, richiama noi che sediamo in Parlamento e il Governo a un maggiore impegno per stroncare tutte le forme di disuguaglianza tra uomini e donne, come il cosiddetto “gender wage gap“, cioè il divario tra gli stipendi di uomini e donne, e per porre fine a ogni tipo di violenza di genere, fisica e psicologica”.

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