Tarquinia Centro Storico

«Non paga della quantità di problemi ancora irrisolti ed urgenti, dell’elenco di mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale, da realizzare in tempi record, e delle quali non si è intravista nemmeno l’ombra, questa amministrazione naviga a vista sulla gestione del presente, in una fase particolarmente delicata, e manca di proporre un’idea di sviluppo e di rilancio per il futuro.
I provvedimenti adottati nell’ultimo periodo, oltre ad aver sottratto tempo prezioso ad altre e più stringenti questioni, mancano di qualunque ratio: in primo luogo, la questione relativa alle modifiche introdotte alla viabilità.
A Via Vecchia della Stazione anziché proporre una soluzione al problema di sicurezza viaria, si chiude la strada, senza considerare le problematiche che questo comporta ai residenti, alle attività presenti in zona e ai tanti cittadini che la percorrono come alternativa a Via di Porto Clementino per raggiungere la stazione ferroviaria. Si potevano sperimentare dissuasori di velocità efficienti, si poteva prevedere la costruzione di una banchina per limitarne la pericolosità, invece si preclude l’accesso.
Considerazioni analoghe riguardano l’ordinanza, datata 27 maggio ed in vigore già da domani, relativa al centro storico: si chiudono vie e strade, senza una logica ben precisa, senza un piano della viabilità definito, ignorando completamente i disagi provocati, in favore di un presunto benvolere dei commercianti del quale non siamo troppo convinti. Non rendersi conto delle difficoltà oggettive che tale provvedimento creerà ai fornitori, agli esercenti, ai residenti, alle attività di primaria necessità, a chi in questo periodo ha lavorato attraverso le consegne a domicilio, è grave.
La chiusura indiscriminata del centro storico configura problematiche relative alla sicurezza dei cittadini, residenti e non. Precludere l’accesso anche ai residenti metterà in difficoltà le famiglie sotto il profilo logistico – basti pensare a chi convive quotidianamente con situazioni di disabilità – e rappresenterà un serio problema di sicurezza ed incolumità nel caso di situazioni di emergenza. Non immaginiamo neppure cosa potrebbe accadere se si presentasse la necessità di un intervento da parte di ambulanze, vigili del fuoco etc…
Non si rilancerà l’attività dei ristoratori dentro le mura cittadine concedendo qualche tavolino per strada dal momento che i fruitori non avranno la possibilità di raggiungere i ristoranti se non a piedi, in un paese in salita, e dopo l’estenuante ricerca di un parcheggio – conosciamo tutti molto bene la carenza di posti auto alla Barriera San Giusto nei weekend estivi -.
Tale provvedimento rappresenta inoltre un disincentivo alla consegna di cibo d’asporto, attività che sta rappresentando un importante volano per la ripresa della ristorazione e, in ottemperanza ai decreti governativi, un forte disincentivo a situazioni di assembramento.
E’ chiaro che il tema della “chiusura” del centro storico non può essere ricondotto semplicisticamente alla scelta tra “chiuso” e “aperto”. Esso prevede un piano strutturato che, al momento, non esiste.
Ci auguriamo inoltre, onde evitare di incorrere in sgradite contravvenzioni come avvenuto nei mesi scorsi in piena emergenza, che l’amministrazione migliori le modalità di comunicazione con i cittadini che hanno il sacrosanto diritto di conoscere, in anticipo, le decisioni di Piazza Matteotti.
La condivisione delle scelte amministrative con le opposizioni e la cittadinanza è il baluardo della democrazia. Le decisioni prese in maniera arbitraria conducono inevitabilmente a malcontento e si rischia di peccare di presunzione quando non si ascoltano le istanze di chi, seppur al di fuori del Palazzo, è in grado di fornire il proprio contributo».

Così comunica in una nota il Partito Democratico Circolo “Domenico Emanuelli” Tarquinia.