Manuela Benedetti - Andrea Egidi

VITERBO – “In queste settimane successive al congresso, nonostante la disponibilità manifestata, non c’è stata nessuna apertura alla collaborazione con la minoranza.

Nella direzione di oggi la relazione del segretario non ha neanche fatto riferimento all’argomento dell’unità del partito. Siamo ormai di fronte ad una gestione proprietaria che non si può accettare.

È una questione di rappresentanza di tutto il Pd ed è una questione di democrazia, in un partito che nasce come luogo di incontro di persone libere e uguali.

Non abbiamo ascoltato nessuna strategia per affrontare i prossimi mesi in vista di scadenze importanti, nessuna proposta politica in grado di unire il Pd e di aprirlo al confronto con la società.

Una direzione provinciale questa, quasi interamente dedicata alla vicenda di Tarquinia.

Abbiamo assistito ad un attacco durissimo al direttivo e al segretario Palmini, con un tentativo neanche troppo velato di commissariamento da parte della segreteria provinciale che risuona come un atto di rivendicazione nei confronti di un circolo che in larga maggioranza allo scorso congresso ha deciso di non sostenere il segretario Egidi.

Non si tratta di condividere quanto grave sia non aver presentato una lista dell’agraria a Tarquinia. L’agraria è l’effetto, non la causa di quanto sta accadendo ormai da tempo.

Le cause andavano ricercate all’indomani della sconfitta, cosa che non è stata fatta, dimenticando volutamente che dopo la sconfitta alle comunali nessuna direzione è stata mai convocata, non solo per la sconfitta di Tarquinia, ma nemmeno per quella di Ronciglione, Montefiascone…

Ci è stato chiesto di votare un documento messo a disposizione dei delegati solo in sede di direzione, senza possibilità di essere precedentemente valutato, discusso, oggetto di confronto non solo con la minoranza ma anche con lo stesso circolo di Tarquinia nonostante il segretario Palmini si fosse già messo a disposizione di un percorso di ricostruzione.

La durezza con cui si arriva in direzione dimostra la non volontà di risolvere un problema ma di procedere ad un regolamento di conti.

Si accenna rapidamente ai coordinamenti territoriali ed alla conferenza programmatica senza definirne l’impostazione né tantomeno l’idea che c’è dietro.

Per ultimo ieri, Renzi parlava di pari dignità nei confronti dei possibili alleati del Pd. In questa provincia, pari dignità non viene riservata neppure agli stessi iscritti di partito.

Come è possibile continuare a sottoporre il partito locale a questa lacerazione?

Si è totalmente sordi nei confronti delle richieste che arrivano dai nostri iscritti. Non ci sono destini personali che tengano di fronte alla vita di una comunità, c’è il destino del Pd e quello del Paese.

O si comprende questo o si rischia di trascinare il partito in sabbie mobili che impediranno di esprimere al meglio il potenziale che occorre anche per le prossime sfide elettorali”.

Manuela Benedetti

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