«La stampa si è occupata in queste ore delle contestazioni più che della ricorrenza di un evento che festeggia la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, col rischio di sminuire il reale valore di una ricorrenza che ci ricorda i valori su cui poggia la nostra Costituzione e la Repubblica italiana.

Contestazioni, come gli articoli che sono seguiti, quelle sì, strumentali a fini politici. Ci domandiamo: ma cosa ha detto il Presidente dell’ANPI di così disdicevole da essere attaccato, accusato di voler fare propaganda elettorale?

Noi – afferma Miranda Perinelli,  SPI CGIL  – consideriamo giusto da parte del presidente Enrico Mezzetti aver sottolineato la pericolosità che si evince, da un po’ di anni a questa parte, di posizioni prese da esponenti di spicco del Governo Italiano sulla ricorrenza per la festa del 25 aprile.

Oggi il clima che si respira non è certo dei migliori, non certo invitante al dialogo ed alla tolleranza e l’aver definito la festa della liberazione un Derby tra fazioni partitiche comuniste e fasciste, ne è una ulteriore prova.

Noi riteniamo che questo anniversario, quest’anno il 74°, sia una testimonianza importante e deve rimanere nella memoria di tutti come una festa della liberazione dal periodo più buio e nefasto della nostra storia, riteniamo che ogni cittadino italiano, al di là dell’appartenenza politica, debba partecipare e farsi promotore di iniziative per non dimenticare il fascismo ed i suoi orrori, e che la democrazia debba essere sempre praticata, coltivata, perché cresca e si rafforzi, non certo per tornare indietro e rincorrere riti nostalgici perché per fortuna la legge non lo permette e tale legge deve essere fatta rispettare dai rappresentanti della Repubblica Italiana».

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