ACQUAPENDENTE – L’aquesiano Cavaliere Pietro Casasole Presidente della Associazione provinciale “Caccia, Sviluppo e Territorio”, rende nota una lettera di protesta contro la programmazione venatoria della Regione Lazio.

 

“A tutt’oggi”, sottolinea nella nota informativa datata 11 Gennaio, “i cacciatori laziali non hanno un calendario murale affisso nelle provincie, nei Comuni, nelle armerie, nelle Associazioni venatorie. E chi ha pagato fior di Euro alla Pisana ha il diritto di sapere come si caccia e cosa si caccia. Non essendo provvisti di tecnologie avanzate, abbiamo richiesto nel mese di Settembre alla Procura della Repubblica di Viterbo, chiarimenti se esistevano delle illegalità od eventuali mancanze da parte dello stesso Ente nella esposizione del calendario (articolo 34, comma 3, Legge Regionale N° 17 del 02 Maggio 1995). Ma oltre a questo, colgo l’occasione per evidenziare la grossa penalizzazione nell’apertura generale, nel non concedere le cinque giornate alla migratoria dal 1 Ottobre 2015 al 30 Novembre 2015 concesse in tutte le Regioni limitrofe e italiane. Oltre, inoltre, nel decidere di chiudere la caccia ai tordi il 20 Gennaio, al contrario delle altre Regioni italiane che chiudono il 31 Gennaio. Medesimo discorso per la specialità beccaccia.

 

Colgo l’occasione per chiedere alle Associazioni di Categoria Arcicaccia, Federcaccia, Enalcaccia, Liberacaccia, Italcaccia, che hanno fatto parte nella stesura del Calendario e si presume che erano state concordi a quanto già detto, come giustificano il tutto ai loro tesserati. Se non vado errato, nel Gennaio dello scorso anno, dopo una mia protesta per la chiusura anticipata, facevano notare che avevano fatto ricorso al Tar. Mi domando contro chi e che fine ha fatto. Durante la riunione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, Assessorato Infrastrutture Politiche Abitative, è stata manifestata la disponibilità alla collaborazione all’Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca, per la stesura del calendario venatorio 2015-2016 di acconsentire di riproporre la stesura di quello dello scorso anno, con riduzione di 10 giorni della caccia alla specie tordo bottaccio e tordo sassello, avendo recepito le indicazioni del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

 

Chiedo sempre alle stesse Associazioni venatorie federali presenti in regione per la stesura del calendario come giustificano ai suoi tesserati tale comportamento. Il responsabile Federcaccia Lazio brindava a suo dire prima della vittoria ottenuta per la preapertura ad un calendario penalizzato dalle inefficienze riportate. Vorrei chiedere se anche i suoi tesserati pensano a brindare, ma forse per non essere più tesserati. Mi rivolgo a tutti i cacciatori di continuare a dare fiducia alle Associazioni non federali come la nostra. Esprimendo un grosso ringraziamento a tutti coloro che nella stagione hanno sottoscritto le nostre tessere a discapito delle Associazioni venatorie federali”.

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