VITERBO – “In questi giorni sono venuta a conoscenza di una situazione che si sta verificando all’interno dei dipartimenti di salute mentale del Lazio e quindi anche di Viterbo.

 

All’inizio del 2010 sono stati assunti progressivamente con contratto a tempo determinato 125 operatori della salute mentale, 11 di queste assunzioni sono state a Viterbo, retribuiti con fondi del bilancio del consiglio regionale attraverso progetti obiettivo per la salute mentale.

 

Alle criticità che già presenta i servizi di salute mentale, ovvero la necessità di risorse umane e la scarsità di spazi dedicati in proporzione al numero crescente delle persone che vanno seguite, pare si sia aggiunta oggi una nuova difficoltà: in questi giorni è arrivata una lettera che comunica che per il lavoro svolto da questi professionisti non ci sono più fondi e che quindi da qui a tre mesi verranno conclusi i progetti in essere, con conseguente licenziamento degli operatori. Evidenzio che in questi anni questi operatori hanno non soltanto migliorato il servizio come previsto dal progetto obiettivo salute mentale, ma hanno garantito il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza, in quanto hanno sopperito alle carenze di risorse umane causate dal blocco del turn over.

 

Esprimo quindi preoccupazione per il dipartimento di salute mentale di Viterbo, per i pazienti e per le loro famiglie come cittadina, prima ancora che come amministratore, sollecito perciò la AUSL e la Regione Lazio a trovare una soluzione, facendo presente che la salute mentale è un tema delicato, che richiede continuità assistenziale dei pazienti e che pertanto occorre al più presto provvedere, provando a trovare i fondi necessari affinché il servizio non venga sguarnito, con la conseguenza inevitabile di notevoli disagi per i malati e per le loro famiglie, che vedrebbero messo in seria difficoltà il loro diritto alla salute”.

 

Martina Minchella (foto)
Consigliere delegato alle politiche sanitarie

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