VITERBO – “Le Scriventi Organizzazioni Sindacali denunciano con viva preoccupazione come la riforma delle province stia producendo effetti dannosi anche sul futuro del Consorzio Biblioteche di Viterbo. Da un canto, certamente, siamo perfettamente consapevoli delle oggettive criticità che derivano dalla sostanziale perdita della quota di gestione finora sostenuta dall’Amministrazione Provinciale; anche se non può comunque accettarsi come un dogma che l’attuale riassetto delle province debba sempre e per forza concretarsi nella perdita o nella diminuzione di servizi essenziali per la comunità.

 

Tuttavia, nel caso di specie, non può certo sfuggire che il servizio culturale delle biblioteche è una funzione pubblica dei comuni, e non ci appare neppure lontanamente immaginabile che proprio il comune di Viterbo voglia consentire che una città che si candida a capitale della cultura – a parte il patrimonio storico e culturale, e la vivacità della vita culturale della città – resti priva di una biblioteca, o il servizio sia fatto scadere; anche considerato che soprattutto l’edificio che ospita la biblioteca comunale è, altresì, assai pregevole per struttura e posizione.

 

Ma se tutto ciò è vero, desta preoccupazione, che quasi sconfina nello lo sconcerto, che il Sindaco di Viterbo, con il quale vorremmo discutere sulle prospettive del servizio, non abbia ancora accettato di incontrarci, nonostante ci abbia assicurato la sua disponibilità, e sia stato ripetutamente sollecitato. Anche considerato che i lavoratori del Consorzio che rappresentiamo – al di là delle considerazioni generali sui livelli occupazionali in questa difficile contingenza – sono operatori culturali che proprio come tali sono patrimonio della cultura della città.

 

E tanto più siamo preoccupati quando sentiamo circolare voci che ipotizzerebbero, addirittura, una esternalizzazione del servizio. Che se dovesse concretarsi nella istituzione di altri e nuovi enti lascerebbe immutata la sostanza aumentando i costi. Ma che se, invece, volesse significare la privatizzazione del servizio, alla quale noi, ovviamente, ci opporremmo con tutte le nostre forze, sarebbe un evidente e incontrovertibile segno che il Comune di Viterbo, proprio mentre sbandiera proclami sulla centralità della cultura, la ritiene nella sostanza un peso non produttivo, e quasi inutile, di cui sbarazzarsi; quasi a perpetuare una ristrettezza di vedute che è stata causa nei decenni scorsi della marginalizzazione di una città che sarebbe invece naturalmente e anzi prodigiosamente vocata alla cultura, e all’indotto che essa reca – turismo, ristorazione, prodotti locali, marketing culturale. Confidiamo, comunque, che il Sindaco di Viterbo onori nei prossimi giorni l’impegno assunto con noi, e voglia incontrarci per ascoltare di persona la nostra opinione”.

 

Cinzia Vincenti CGIL FP
Renato Trapè CISL FP
Lucio Corbucci UIL FPL

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email