REGIONE – “Produrre nel territorio e per il territorio, valorizzare i prodotti regionali di qualità e sviluppare al tempo stesso un’economia green al servizio del cittadino, garantendo la biodiversità, salvaguardando le vocazioni dei territori e riducendo le sostanze chimiche inquinanti e le emissioni da trasporto per produrre cibo di qualità nel rispetto dei territori. Sono questi alcuni degli obiettivi della proposta di Legge a sostegno del consumo dei prodotti agricoli e alimentari di qualità provenienti da filiera corta che abbiamo depositato al Consiglio regionale”. A renderlo noto è Riccardo Valentini (foto), capogruppo di Per il Lazio, firmatario della proposta di Legge assieme a Cristiana Avenali, consigliera di Per il Lazio, prima firmataria.

 

I prodotti provenienti da filiera corta stanno diventando una risorsa sempre più conosciuta e richiesta tra i consumatori (21 milioni di italiani fanno la spesa ai mercati diretti e 7 milioni si recano regolarmente ai farmer markets. Inoltre, il 31% degli italiani ritiene che i prodotti provenienti da filiera corta siano più genuini).

 

“La Legge che abbiamo proposto – prosegue Valentini – punta a sostenere la fornitura e l’utilizzo di prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta negli appalti pubblici di servizi o di forniture di prodotti alimentari ed agroalimentari destinati alla ristorazione collettiva. E a tal fine, la fornitura e l’utilizzo dei prodotti alimentari e agroalimentari provenienti da filiera corta superiore al 50% costituirà titolo preferenziale per l’aggiudicazione negli appalti pubblici di servizi e forniture destinate alle strutture di ristorazione collettiva pubbliche regionali e degli Enti regionali strumentali”.

 

La proposta di Legge fa inoltre espresso divieto di vendere e somministrare nelle strutture di ristorazione collettiva pubbliche prodotti alimentari costituiti o contenenti e derivati da O.G.M. Un divieto che si applica anche agli alimenti ottenuti da animali nutriti con mangime contenente organismi geneticamente modificati. Non solo, ma la proposta depisitata in Consiglio regionale prevede anche che i Comuni, nel caso di apertura di nuovi mercati al dettaglio in aree pubbliche, e nel caso di nuove disponibilità di posteggio nei mercati già attivi, dovranno riservare almeno il 20% totale dei posteggi ai produttori e agli agricoltori per la vendita diretta al dettaglio di prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta. Verranno poi create delle aree per la realizzazione di farmermarkets e promosso un bando per idee progettuali finalizzate alla valorizzazione delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario. Si promuovono infine le iniziative per la valorizzazione e promozione di nuovi mercati per i prodotti ittici a “miglio zero”, inclusi quelli pescati nelle acque interne, e dell’acquacoltura, per il sostegno della pesca artigianale, per l’impiego del prodotto ittico a “miglio zero” nelle mense scolastiche e per il sostegno delle campagne educative rivolte alla conoscenza del prodotto ittico.

 

“Valorizzare e promuovere la filiera corta – conclude Riccardo Valentini – significa valorizzare e promuovere il nostro territorio e il suo patrimonio, riducendo i costi e salvaguardando l’ambiente al servizio di produttori e consumatori che attraverso la filiera corta entrano in rapporto diretto facendo crescere la conoscenza dei nostri prodotti e delle loro potenzialità e qualità”.

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