VITERBO – “Il Consiglio Regionale svoltosi nei giorni scorsi e tutto dedicato alla critica situazione dei “pronto soccorso” del Lazio, di sicuro è servito a poco, almeno per quanto riguarda quello del nostro ospedale, visto che la relazione del Commissario alla Sanità, Zingaretti, si è accentrata maggiormente su un inspiegabile ottimismo e su una visione delle cose fin troppo rassicurante ma che non corrisponde affatto alle reali difficoltà che interessano l’intera rete dell’emergenza regionale. Quando si parla delle misure straordinarie decise per risolvere lo scadente funzionamento dei “pronto soccorso”, sentiamo il dovere di interrogare i destinatari della presente per conoscere fino a che punto Belcolle potrà beneficiare dei provvedimenti assicurati dal Commissario Zingaretti e in quale misura incideranno sui pesanti disagi sopportati da coloro che si trovano in cura più o meno urgente.

 

Da Zingaretti, da Macchitella e dallo stesso Sindaco Michelini, vogliamo sapere:
quanto crescerà la capacità ricettiva del nostro pronto soccorso con la messa a disposizione di posti letto aggiuntivi di medicina generale? ( più 37% a livello regionale )
quanti pazienti saranno trasferiti nelle case di cura private per i promessi 400 posti letto aggiuntivi a livello regionale?
A Belcolle, quanti infermieri saranno sostituiti per lunga assenza, visto che sono previste 100 assunzioni a tempo determinato?
Viterbo potrà contare sull’attività di un poliambulatorio che garantisca la copertura assistenziale il sabato e la domenica per la riduzione dei codici bianchi e verdi, considerato che, nel territorio di Roma sono stati aperti ben 15 poliambulatori a supporto dei pronto soccorso?

 

Nel pronto soccorso del nostro ospedale, la concreta attuazione di questi quattro punti, eviterebbe l’intasamento delle barelle nei corridoi e la permanenza dei malati per giorni e giorni in condizioni veramente deprecabili e solo con tali prerogative sarebbe giustificato l’entusiasmo politico che a tutti i costi si vuole infondere anche ai cittadini viterbesi. In ultimo, e non è la prima volta che lo diciamo, al personale che tra mille peripezie ha dato “anima e corpo” per non far precipitare la situazione del pronto soccorso, non servono i ringraziamenti di Zingaretti e di altri, ma occorre valorizzarli economicamente e moralmente, ad iniziare dallo sblocco del contratto di lavoro e da nuove assunzioni non precarie ma a “tempo indeterminato”.

 

Roberto Talotta
Responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

Commenta con il tuo account Facebook