Mauro Mazzola

«Proprio in questi giorni in piena campagna elettorale, nei programmi presentati dai vari schieramenti politici, – scive Mauro Mazzola  – si leggono le proposte per risolvere tre importanti problematiche che il sottoscritto ha affrontato durante la propria amministrazione, trovando delle soluzioni che molto hanno fatto discutere. In tanti hanno affrontato e criticato anche in modo offensivo queste mie soluzioni per la questione del servizio idrico ceduto alla società TALETE, della proposta progettuale della TRASVERSALE per evitare la distruzione della Valle del Mignone e della soluzione urbanistica del comprensorio SAN GIORGIO.

Oggi voglio iniziare con la trasversale 675 UMBRO LAZIALE già finanziata, ma per la testardaggine di alcuni responsabili della progettazione e realizzazione che non ascoltano chi vive nel territorio e le sue istituzioni si rischia di non completare l’opera.

Quando ANAS E LA REGIONE LAZIO hanno proposto al nostro comune il progetto denominato “VERDE”, per la costruzione del tratto finale della trasversale nella Valle del Mignone, il sottoscritto, come Sindaco e Presidente della Provincia di Viterbo, ha subito sottolineato la contrarietà di tutta l’Amministrazione. Insieme ad alcuni imprenditori della Valle del Mignone abbiamo intrapreso una battaglia di opposizione in tutte le sedi interessate, ANAS, REGIONE LAZIO, MINISTERO INFRASTUTTURE E TRASPORTI. Più volte criticato da gruppi politici locali, che hanno omesso spesso di citare tutte le note inviate e tutti gli incontri fatti da me e dalla mia amministrazione, per evitare la devastazione della Valle del Mignone.

Come Sindaco, mi sono anche preoccupato di far studiare una soluzione alternativa progettuale da alcuni tecnici “volontari” di Tarquinia. Una soluzione resa pubblica e inviata a tutti gli enti interessati (nota inviata ed illustrata il 15 marzo 2017 alla Conferenza dei servizi). Proposta da tutti combattuta o snobbata fino ad oggi. Una proposta progettuale, che mi ha portato allo scontro politico partitico e istituzionale. Non è servito a niente incontrare il Ministro interessato, l’Assessore Regionale e il Presidente la Commissione interessata, l’Amministratore delegato di ANAS per sottolineare quanti vincoli e quanto danno economico e ambientale avrebbe provocato la scelta assurda del tracciato “Verde”.

In tanti incontri con politici, istituzioni, in convegni ho informato più volte quanto tempo avrebbe fatto perdere il non ascoltare, un territorio unito che con forza diceva no al tracciato verde che avrebbe devastava la Valle del Mignone. I Consigli comunali di Tarquinia con amministrazioni di colore politico diverso e imprenditori del territorio esprimevano l’importanza e la necessità di costruire la trasversale con un tracciato diverso. Nessuno degli enti preposti ha voluto ascoltare, anche grazie al silenzio di alcuni politici locali, che preferivano non scontrarsi con i propri referenti regionali.

Oggi, la mia soddisfazione, è che comincia a spuntare, vedi le dichiarazioni di alcuni candidati alla carica di Sindaco, la contrarietà al progetto ANAS DEL TRACCIATO VERDE, e la presa in considerazione di un altro progetto, meno impattante, vicino alla esistente Aurelia bis.

Se tanti, dalle istituzioni alle associazioni di categoria, avessero messo più attenzione e più fiducia alla proposta progettuale del comune di Tarquinia, oggi non si sarebbero persi più di tre anni e almeno due stralci funzionali del progetto sarebbero state già realizzate.

Una battaglia questa che sto combattendo ancora da solo e più volte contrastato. Allora mi chiedo, quei “ partigiani” del tracciato verde che fine hanno fatto dopo la sentenza del TAR? Perché non prendono l’iniziativa di studiare e confrontare la fattibilità di altri progetti? La realizzazione dell’ultimo tratto della trasversale SS675 “ UMBRO LAZIALE” è urgente e di primaria importanza per l’economia del centro Italia.

Si Mettano da parte le proprie convinzioni e impegniamoci tutti insieme a lavorare per la soluzione che porterà alla realizzazione di questa essenziale infrastruttura, urgentemente, visto il tempo inutilmente perso.

Le associazioni di categoria, i sindacati prendano l’iniziativa di organizzare, con dei tecnici e dei politici, una giornata di approfondimento per studiare una soluzione che velocizzi e accontenti tutte le parti e finalmente si dia il via alla realizzazione del tratto finale della SS675 umbro laziale.

Così tutti avranno contribuito e saranno stati bravi».

 

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