Miranda Perinelli

VITERBO – “Lo diciamo ormai da mesi: la privatizzazione di Poste comporterà, anzi sta comportando, un arretramento dei presidi territoriali con ripercussioni sulle fasce di popolazione più disagiate per locazione territoriale e fascia di età ma anche sull’occupazione.

La decisione di avviare nelle prossime settimane il recapito a giorni alterni nella nostra provincia, partendo da Grotte di Castro, Onano, Acquapendente, Latera, Gradoli, San Lorenzo Nuovo, Bolsena, Proceno, Arlena di Castro, Tarquinia, Montalto di Castro, Tuscania e Monteromano per passare poi al resto della Tuscia con l’anno nuovo significa creare disservizi intollerabili soprattutto ai danni dei più anziani e di chi vive nei centri minori della provincia”.

Miranda Perinelli, segretaria dello Spi-Cgil, commenta con parole dure l’annuncio che dal 24 ottobre in alcuni comuni del Viterbese inizierà il nuovo sistema di consegna della posta.

“Quelle del Governo sono scelte davvero incomprensibili perché – accusa Perinelli – portare il servizio postale fuori dal controllo pubblico significa privilegia la logica del profitto a discapito del servizio universale, spirito con il quale è nata Poste Italiane. La società non è in sofferenza economica, per questo dovrebbe mantenere una direzione pubblica in considerazione della missione sociale che, da sempre, svolge. Il Governo ha continuato invece nel voler cedere a privati: dopo la cessione del 35%, seguita da quella del 30%, allo Stato rimarrà una quota del 25 – 30% se l’operazione si fermerà qui.

Si ragiona solo in termini ragionieristici, pensando al guadagno e sacrificando le persone, sia lavoratori sia i correntisti o chi ha investimenti in Poste Italiane che si ritroveranno, senza averlo scelto, con un altro gestore dei propri risparmi. L’aggravante è che gli uffici postali sul territorio rappresentano spesso, dopo la chiusura di decine di scuole nei centri più piccoli, l’ultimo “presidio” dello Stato in zone disagiate per le proprie caratteristiche geografiche”, contribuendo in maniera notevole al fenomeno dello svuotamento delle aree periferiche dei grandi concentramenti urbani.

Con il recapito a giorni alterni per la segretaria dello Spi subiranno disagi soprattutto i più anziani, che non sono abituati a utilizzare le e-mail, non posseggono un pc e non hanno confidenza con la digitalizzazione. Anziani che – conclude – ora saranno più isolati e soli rispetto al resto del mondo”.

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