VITERBO – “Sconcertante il comportamento di una maggioranza che oggi in consiglio, se non fosse stata messa alle strette dalla presenza di un aula molto affollata di cittadini e di alcuni consiglieri di minoranza, avrebbe sorvolato direttamente la discussione del referendum comunale sull’acqua e, a due giorni dalla scadenza, lo avrebbe liquidato come punto non presente all’ordine del giorno.

Ma la questione non è passata in silenzio ed è stato ottenuto il rinvio in prima Comm.ne per domani sabato 27/02/2016 alle ore 10,00.

 

Nel frattempo vorremmo rispondere alle dichiarazioni estemporanee di alcuni consiglieri che cavalcano l’onda della privatizzazione ma non trovano il coraggio di dichiararlo ai cittadini e si nascondono dietro falsi pretesti.

 

Il Comitato Non ce la Beviamo ha seguito pedissequamente e punto per punto quanto stabilito dallo Statuto comunale in tema di referendum, rispettando quanto previsto in ordine alla materia che rientra tra le ” questioni di rilevanza generale, interessanti l’intera collettività comunale” , le modalità e i termini prefissati.

 

Tutte le firme raccolte sono state identificate attraverso gli estremi di documenti di identità validi e controllabili in qualsiasi momento da parte dello stesso Comune, rispettando modalità e termini prescritti.

 

Evidenziando, inoltre, che sono state depositate in Comune da oltre 4 mesi, riteniamo pretestuose e meschine le affermazioni o meglio “scoperte” di chi si sveglia solo oggi alla vigilia della scadenza, ravvisando regole non previste dallo Statuto.

 

Se vogliamo seriamente parlare di vizi di forma, l’unica questione da sollevare sarebbe in capo al Consglio comunale e all’incompetenza di una classe politica che non è stata capace neanche di dotarsi di un regolamento.

 

Ci viene poi da sorridere quando sentiamo che il problema dei costi viene sollevato solo quando si tratta di dare voce ai cittadini e completamente silenziato quando invece con i soldi dei cittadini si pagano le gite all’estero dei vari politici del Comune.

 

Premesso che per noi la democrazia non puo’ avere prezzo, precisiamo comunque che questo problema non esiste perchè il referendum comunale per l’acqua verrebbe associato al referendum NO TRIV già previsto per il 17 aprile prossimo e , pertanto, non causerebbe alcun aggravio di spesa.

 

Sono i cittadini che, invece, dovrebbe porsi il problema dei costi delle bollette se il servizio verrà privatizzato.

 

Infine a chi pone il problema della competenza ci chiediamo ma che ci stanno a fare se non sanno neanche di cosa devono occuparsi?

 

Sino a prova contraria il Sindaco riveste la qualità di Responsabile della salute pubblica e di Responsabile di tutti i servizi pubblici del Comune , compreso il servizio idrico.

 

Soltanto questo basterebbe per affermare che la competenza è strettamente del Comune, inoltre il Sindaco è anche socio di maggioranza relativa di Talete Spa.

 

D’altra parte, come mai il Sindaco non si pone il problema della competenza quando da’ mandato di cercare partners privati per la gestione dell’acqua e , invece, si pone questo problema solo per il referendum sulla gestione pubblica?

 

Meditate gente…. meditate!”.

 

Comitato Non ce la Beviamo