VITERBO – Ieri sera alla Sala Conferenze delle Terme dei Papi chiusura della campagna per il NO al referendum Costituzionale di Noi con Salvini e del Comitato Provinciale per il No.

I relatori Umberto Fusco, Enrico Maria Contardo e Maurizio Guerrini per Noi con Salvini e il Presidente del Comitato per il NO Andrea Stefano Marini Balestra, hanno esposto alle molte le persone presenti interessate a capire la portata della revisione costituzionale che, contrariamente a quanto vuole far credere Renzi non risolve alcun problema, anzi ne crea di nuovi, le motivazioni che hanno fatto si che il centrodestra dicesse NO a questa riforma.

Umberto Fusco centra il suo intervento sul nuovo statalismo e l’ingerenza europea poiché travolge le autonomie tagliando indistintamente funzioni e risorse agli Enti Locali senza badare a chi si rivela virtuoso ; svende l’Italia all’Europa introducendo clausole che subordinano l’Italia all’Unione Europea oltre a non consentire ai cittadini di esprimersi su trattati e temi riguardanti l’ Europa; restituisce una costituzione pasticciata che sarà in seguito immodificabile prevedendo il voto di una Camera e di un Senato eletti in tempi diversi e verosimilmente composti da maggioranze diverse, inoltre non introduce il vincolo di mandato consentendo ancora ai parlamentari di cambiare partito durante la legislatura senza l’obbligo di mollare la poltrona.

Marini Balestra si sofferma su finti risparmi e sull’abbassamento del tasso di democrazia in caso di vittoria del si in quanto, questa revisione non diminuisce i costi della politica, risparmi per soli 50 ml di euro a fronte di costi aggiuntivi pari a 300ml di euro, cosi come ipotizzato dalla Ragioneria Generale dello Stato; riduce la partecipazione diretta dei cittadini triplicando le firme per la presentazioni di disegni di legge di iniziativa popolare; crea un Senato casta di nominati dalle Regioni e dal Presidente della Repubblica che oltre allo stipendio da Sindaco o Consigliere Regionale riceveranno una diaria e rimborso spese per vitto alloggio e segreteria; dà l’immunità parlamentare a 95 tra Sindaci e Consiglieri Regionali che diventeranno Senatori; non semplifica e non supera il bicameralismo ma crea confusione e conflitti di competenza tra Camera e Senato e tra stato e Regioni.

Enrico Maria Contardo parte invece dalla riforma del centrodestra, la cosiddetta devolution che dimezzava i parlamentari e aboliva realmente i poteri del Senato, e che fu bocciata alle urne nel referendum del 2006 e dal Manifesto fondativo e dallo statuto dei valori Pd scritto a caldo dopo che la riforma del centrodestra da una commissione fortemente voluta Romano Prodi composta da intellettuali, politici e artisti e dall’attuale capo dello Stato Sergio Mattarella, che da studioso sosteneva con forza nel 2008 i principi e i valori che i padri costituenti vollero fissare “La Costituzione non è alla mercé del governo”, «Non si può cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza».

A pagina 4 del Manifesto fondativo si legge «La Costituzione non è alla mercé della maggioranza del momento» e la Carta scritta nel 1948 resta «la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Pd si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità» e «a mettere fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza», stagione comunque inaugurata dal centrosinistra nel 2001. A pagina 5 si legge: «La Costituzione può e deve essere aggiornata, nel solco delle grandi democrazie europee, con riforme condivise». E condivise non vuol certo dire approvate con un voto di fiducia e con maggioranze variabili fatte da opportunisti vari. Ricordiamo che sono circa 300 i parlamentari che si sono cimentati nel “Salto della Quaglia” in questa Legislatura.

Questa riforma tradisce tutti gli italiani oltre che i valori del Pd.

Chiude l’incontro Maurizio Guerrini che nel suo intervento ricorda che, se c’è volontà politica, non servono anni per approvare le leggi, la Fornero che ha rovinato migliaia di pensionati italiani è stata approvata in 16 giorni, pertanto questa riforma non porta Leggi veloci ma Leggi truffa e ha ricordato che il Referendum è valido qualsiasi sia l’affluenza e che se il 4 dicembre si rimane a casa si aiuta Renzi distruggere la democrazia in Italia”.

Il Coordinamento Provinciale Noi con Salvini
Il Comitato provinciale per il No – Noi con Salvini

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