VITERBO – Con il 59,11% il fronte del NO si impone, a livello nazionale, nel referendum costituzionale e apre ufficialmente la crisi all’interno del Governo Renzi.

Le urne hanno infatti parlato in maniera netta, decretando senza mezzi termini il fallimento di un progetto di riforma costituzionale incensata in lungo e in largo dal premier e dai suoi seguaci politici; un progetto che però si è andato a infrangere, probabilmente, sullo sdegno della maggior parte degli italiani, consapevoli del fatto che le argomentazioni populiste usate dal premier per convincere tutti della bontà della riforma (dimezzamento dei costi della politica in primis) costituivano solo del mero fumo negli occhi.

La vittoria del No sancisce dunque il fallimento di un governo e di un premier che, ricordiamolo, nessuno ha mai votato ma che, incurante di ciò, ha ben pensato di portare avanti una riforma costituzionale rivoluzionaria condivisa, di fatto, da pochi intimi.

Coraggio o azzardo politico? Le interpretazioni possono essere varie. L’unico dato che però rimane è che il popolo italiano ha rispedito al duo Boschi-Renzi la riforma e, con essa, la spocchia di un governo ormai giunto al capolinea.

Un esito, quello del referendum, che ovviamente avrà delle ripercussioni anche sulla politica locale e che dovrà fungere da monito, o meglio da avvertimento, per tutte quelle amministrazioni che, nel nostro territorio, governano ispirandosi alla politica renziana, Viterbo in primis.

Nella Tuscia, infatti, il SI’ ha trionfato solo ad Acquapendente. Per il resto il NO ha prevalso ovunque, lanciando un segnale chiaro. I dati sono d’altronde inequivocabili: a fronte di un’affluenza media del 71,76%, il NO si è imposto con il 64,69%, a fronte del 35, 31% delle preferenze registrate dal SI.

Intendiamoci, l’esito del referendum non va di pari passo con il successo del centrodestra o dei grillini, che dovrà dimostrare, semmai ne avrà l’opportunità, di saper far meglio di Renzi e del centrosinistra sia a livello nazionale sia a livello locale.

Allo stesso tempo però, come dimostrano le dimissioni di Renzi, la vittoria del No costituisce uno schiaffo netto e deciso a una politica, quella incarnata dall’attuale governo, che il popolo italiano ha dimostrato, matite alla mano, di non gradire.

Una politica che avrebbe dovuto rinnovare l’Italia, ma che in realtà non ha fatto altro che cadere nei soliti errori caratterizzanti chi riesce a ottenere il potere: promettere tanto e mantenere molto poco.

L’Italia ha dunque bocciato Renzi e tutto l’apparato che lo ha sostenuto sino ad oggi, aprendo la strada verso una nuova era politica che dovrà inevitabilmente ripartire da una nuova riforma, stavolta incentrata sul sistema elettorale.

Nel frattempo, ribadiamo, resta la sconfitta di Renzi; gli esimi fans del premier dimissionario, delle “Leopolde”, e delle tante chiacchere avvolte da spocchia che così bene si sono radicate negli ultimi anni nei palazzi della politica viterbese, sono ampiamente avvertiti.

Massimiliano Chindemi

Referendum-i-risultati-nella-provincia-di-Viterbo

 

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