«La Fials insieme ad altre organizzazioni sindacali, ha siglato l’Accordo con la Regione Lazio per sostenere il contrasto alla pandemia daCovid-19 e stimolare lo sviluppo ed il rilancio della sanità laziale.

Si tratta – afferma Vittorio Ricci, segretario Regionale Fials, – di un Accordo che prevede ulteriori incrementi occupazionali per il 2021, che si vanno ad aggiungere alle migliaia di assunzioni già effettuate dalle ASL del Lazio in questi ultimi mesi, per quasi tutte le qualifiche professionali sia della dirigenza (medici, Psicologi, Biologi) che del comparto (infermieri, OSS, tecnici).

L’Accordo sottoscritto nella serata di ieri, prevede tra l’altro, di ripartire oltre 18 milioni di euro tra i dipendenti del servizio sanitario regionale, sulla base di diversi livelli di disagio, relativo al turno di lavoro ed al rischio per esposizionealla infezione da Covid-19.

Tutti i dipendenti del comparto per i turni svolti nei mesi di novembre e dicembre 2020, avranno rispettivamente nella busta paga di dicembre 2020 e gennaio 2021, 15 euro per ogni turno in h 24 e 10 euro per ogni turno in h 12 svolto nelle Unità operative COVID, Terapie intensive e sub intensive COVID, Pronto soccorso – OBI- Holding area, SISP e territorio COVID, Trasporto emergenza ARES118, Trasporti sanitari secondari dei pazienti, Laboratori rete COVID e Radiodiagnostica rete COVID.

I dipendenti riceveranno 8 euro per turno di servizio negli altri reparti, unità operative ospedaliere, mentre 6 euro andranno a chi effettua turni nelle farmacie covid e negli ambulatori, infine 5 euro al restante personale.

A parere della scrivente organizzazione sindacale, quanto concordato, oltre ad avere un significato importante dal punto di vista economico per i dipendenti del servizio sanitario regionale,rappresenta un significativo punto di partenza per il futuro riconoscimento contrattuale della indennità di esclusività, nell’ambito delle specifiche funzioni svolte dalle professioni sanitarie del comparto.

L’Accordo sottolinea anche la necessità di una maggiore attenzione da parte della Regione Lazio, per la difficile condizione dei lavoratori della sanità privata accreditata e per quelli dei servizi esternalizzati impegnati nei reparti ospedalieri che purtroppo, non possono usufruire dei benefici del presente accordo».