«Stamattina abbiamo inviato una lettera (per posta certificata) a tutti i componenti del Consiglio Comunale di Viterbo, di centrodestra e centrosinistra, di maggioranza e di opposizione. Vorremmo da loro un po’ di chiarezza.

Certo, – comunica Luigi Telli, Partito della Rifondazione Comunista (Sinistra Europea), Circolo di Viterbo – siamo tutti indignati e tutti gridiamo allo scandalo dinanzi al disastro provocato dalla pandemia. Ebbene, noi cittadini vogliamo capire se quest’indignazione è vera o è solo di facciata. Che cosa pensano gli esponenti politici viterbesi del regionalismo e della proposta di autonomia differenziata che a dicembre verrà inserita nella Legge di Bilancio (cercando di farla passare in silenzio e senza dibattiti)?

La tragedia del Covid ha mostrato a tutti la verità: le Regioni (prive di controllo efficace da parte del Governo centrale) non hanno potenziato strutture e personale degli ospedali, non hanno investito in diagnostica e tracciamento, non hanno ampliato gli spazi nelle scuole né adeguato il trasporto pubblico. Eppure tutto ciò rientrava nelle loro competenze: le gestione della sanità, come del trasporto pubblico locale, eccetera. Perché non si è fatto nulla per invertire la rotta? Perché non si è detto che no, il regionalismo è un fallimento?

Come se non bastasse, adesso si vuole dare alle regioni anche la gestione di temi cruciali, delle materie ambientali, dei beni culturali, dell’università… Il disastro non ha insegnato nulla. E voi politici viterbesi, che fino a ieri avete tuonato contro la Regione (o il Governo) e gridato allo scandalo per l’assenza di posti letto o di spazi e risorse adeguate, che pensate di fare? I vostri partiti la voteranno l’autonomia differenziata? E voi sarete complici o vi opporrete? Stamattina vi abbiamo spedito la nostra proposta di delibera. Crediamo che anche il Consiglio Comunale di Viterbo, come sta accadendo in molti altri comuni in Italia, debba manifestare pubblicamente la propria contrarietà a questo processo di frammentazione del Paese.
Attendiamo un riscontro».