VITERBO – “Il braccio di ferro tra Terme dei Papi e Comune non metta a rischio i posti di lavoro né prolunghi i tempi per il rilancio del settore”. A chiederlo è Miranda Perinelli (foto), segretario della Cgil di Viterbo-Civitavecchia-Roma Nord, dopo che il Tar ha respinto il ricorso della società contro la decisione di Palazzo dei Priori che ha ridotto la fornitura da 40 a 23 litri d’acqua al secondo.

 

“A questo punto – ribadisce – è più urgente che mai un piano regolatore delle acqua termali che stabilisca una volta per tutte a quanto ammonta la disponibilità per ogni pozzo, quanti litri occorrono per garantire le attuali convenzioni in essere e quanti servono per riaprire le ex Terme Inps. Senza un quadro certo, gli investitori continueranno a scappare da Viterbo”.

 

La Cgil chiede anche al Comune a che punto sia il progetto per riaprire quel sito termale chiuso ormai da oltre 20 anni. “Che fine ha fatto la call for proposal della Regione Lazio? Sono stati presentati ulteriori progetti rispetto a quelli annunciati? Se sì, quanti e da chi? Nell’incontro che abbiamo fatto proprio a Palazzo dei Priori nelle scorse settimane – ricorda – le nostre proposte sono state raccolte per poi confluire nel progetto conclusivo che il Comune avrebbe dovuto presentare in Regione. Come è andata a finire? Auspichiamo che la battaglia legale che si preannuncia tra le Terme dei Papi e il Comune non comporti un ritardo nelle decisioni che il territorio aspetta da troppi anni”.

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