REGIONE – “Grazie al nostro decisivo contributo, la Giunta Zingaretti è stata costretta a fare dietrofront su provvedimenti dannosi contenuti nella manovra finanziaria regionale 2016, cancellando prima di tutto la norma folle con cui pretendeva di obbligare i cittadini a chiedere una autorizzazione alla propria Asl per potersi curare fuori regione o nelle strutture private accreditate del Lazio”.

 

E’ quanto dichiarano i consiglieri regionali del Lazio, Daniele Sabatini (foto), Giuseppe Cangemi, Fabio De Lillo, Pietro Di Paolo e Luca Malcotti.

 

“Abbiamo osteggiato compatti questa grave lesione del diritto alla salute – proseguono – e alla fine il centrosinistra si è arreso all’evidenza di un provvedimento irresponsabile. Allo stesso modo ha dovuto ritirare l’emendamento sulla rateizzazione degli importi delle cartelle pazze sui ticket sanitari che il governo regionale voleva fissare a 1500 euro e che abbiamo fatto scendere a 500 euro. Un altro passo indietro anche sull’accorpamento delle Asl su cui la Giunta ha dovuto ‘ingoiare’ il rispetto delle peculiarità dei singoli territori. A titolo personale – aggiunge Sabatini – voglio esprimere soddisfazione per l’istituzione del Fondo a tutela della polizia locale i cui agenti potranno beneficiare di trattamenti integrativi infortunistici aboliti dal decreto Salva Italia del governo Monti. Altro rilevante obiettivo centrato.

 

Le uniche luci del bilancio 2016 targato Zingaretti sono merito dell’impegno delle opposizioni – concludono i consiglieri- per il resto la manovra presenta solo preoccupanti ombre, a partire dalla tassazione Irpef e Irap che resta per i cittadini e le imprese del Lazio la più alta d’Italia, e su cui la Giunta non è voluta intervenire, e dalla grande disattenzione nei confronti del sociale: da un anno e mezzo denunciamo la grave situazione delle Rsa, problematica rimasta senza risposte e che questo centrosinistra, solidale solo a parole, considera quasi un insulto”.

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