Enrico Panunzi

REGIONE – “Lo scorso 26 luglio, al ministero dell’Economia, il Tavolo tecnico sul Piano di rientro della sanità del Lazio ha certificato un risultato importantissimo per la nostra regione: i conti migliorano e aumentano di pari passo i Lea (Livelli essenziali di assistenza).

Il 2016, infatti, si chiude recuperando quasi 40 milioni di euro e il disavanzo si attesta a -136 milioni di euro, pari all’1% del Fondo sanitario nazionale. Nel 2013 il disavanzo era di 669 milioni, il che vuol dire che è calato in 4 anni di 553 milioni di euro. Come ha annunciato il presidente Zingaretti inizia ora la fase dell'”in out”, cioè l’uscita dal commissariamento, anche perché la previsione dei programmi operativi è di chiudere a +18 milioni a fine mandato. Si apre quindi una nuova stagione e lo confermano la virtuosità dei conti e il permanente dato positivo dei Lea certificati dal ministero.

E’ stato un cammino lento, che ha avuto costi altissimi per i cittadini del Lazio e per il personale sanitario. Con il blocco del turn over, infatti, circa 8mila medici non sono stati rimpiazzati e di conseguenza non erano garantite le prestazioni per i cittadini mentre l’impatto sull’occupazione è stato drammatico. Ora abbiamo la possibilità di uscire da questo vortice. Tra le tappe del percorso di risanamento da ricordare che lo scorso marzo, per la prima volta in 10 anni, il margine operativo (la differenza tra ricavi e costi al netto delle partite finanziarie) è stato di + 137 milioni sullo stesso mese del 2016. Dobbiamo ricordare da dove siamo partiti, vale a dire un disavanzo che nel 2006 era di quasi 2 miliardi e a un livello di spesa così alto non corrispondevano livelli di cura e assistenza adeguati. Viene quindi approvato nel 2007 il Piano di risanamento e con il successivo commissariamento è iniziato il cammino per sistemare i conti.

Quello da mettere in evidenza è che questi numeri maturano in una fase di ricostruzione della sanità del Lazio visto che il miglioramento dei conti non è frutto di tagli o smantellamenti, ma di una profonda riorganizzazione che ha l’obiettivo di proseguire un controllo rigoroso della spesa e innalzare il livello di servizi ai cittadini. Il segno più evidente di questa nuova fase è certificato appunto dall’aumento del punteggio sui Lea (Livelli essenziali di assistenza). In questi anni il tasso di ospedalizzazione è sceso dal 164,2 del 2013 al 149,2 del 2014, anche grazie all’introduzione delle Case della salute. È aumentato il numero dei trapianti, dai 267 del 2014 ai 321 del 2016. Sono diminuiti di oltre 40mila unità gli accesi al Pronto soccorso dal 2014 al 2015 e sono scesi i cesarei primari dal 31,4% del 2012 al 27,2% del primo semestre 2016. Il costo complessivo del personale è diminuito di oltre 366 milioni di euro nello stesso periodo, ma anche qui siamo in grado di votare pagina ridando certezze agli operatori. Siamo passati dalle 68 deroghe del 2013 alle oltre 700 nel 2016 e per il biennio 2017-2018 prevediamo l’ingresso di 2.800 unità, di cui la metà nuove assunzioni e l’altra metà stabilizzazioni di precari. Inoltre, per la prima volta dal commissariamento, sono stati banditi concorsi per primari.

L’attenzione è stata sempre alta anche verso il sistema sanitario viterbese. Ricordo solo quanto annunciato il mese scorso, vale a dire i 10 milioni e 693mila euro per investimenti sulla sanità della provincia di Viterbo, divisi tra i presidi ospedalieri di Belcolle, Civita Castellana, Ronciglione e la Cittadella della Salute di via Enrico Fermi. Si tratta di fondi previsti dall’applicazione della terza e ultima fase ex 20 della legge 67 del 1988 che andranno a finanziare vari interventi, tra cui il più importante è l’acquisto di una unità Pet per l’ospedale di Belcolle. Sono acquisti e interventi molto significativi, in qualche caso ineludibili, che dimostrano l’attenzione della Regione verso la Tuscia. In tema di assunzioni, infine, da non dimenticare il decreto dello scorso 23 maggio, che prevede 29 assunzioni a tempo indeterminato alla Asl di Viterbo tra medici, infermieri e assistenti sociali”.

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email