REGIONE – “Per la prima volta in dieci anni i conti della sanità nel Lazio hanno un segno positivo. A marzo 2017, infatti, il margine operativo (la differenza tra ricavi e costi al netto delle partite finanziarie) è di + 137 milioni sullo stesso mese dello scorso anno.

La notizia, che non è esagerato definire straordinaria, è stata data stamani dal presidente Nicola Zingaretti durante una conferenza stampa al Mef (Ministero economia e Finanze) alla quale hanno partecipato anche Roberto Garofoli, capo di gabinetto del Mef e il subcommissario Giovanni Bissoni. Per il secondo anno di seguito il disavanzo è sotto al 5% (si attesta sul 2%’ per una cifra presunta pari a 164 milioni) ma il margine operativo positivo determina un equilibrio di bilancio. Forse non per la prima volta in dieci anni, ma in assoluto perché, come ha ricordato Zingaretti, se si e’ creato un tale disavanzo anche prima nel 2005 c’era un problema di sostenibilità del sistema.

Il presidente ha anche annunciato che per l’edilizia sanitaria sono stati sbloccati altri 109 milioni: tale cifra si aggiunge ai 264 milioni già disponibili e in totale per i nuovi investimenti saranno a disposizione 373 milioni di euro. Anche in questo caso, infatti, per problemi nei conti della sanità, c’era stato un ritardo nell’erogazione dei fondi per l’edilizia sanitaria. Parole di elogio sono state dette pronunciate da Bissoni, il quale ha ricordato che sono stati sbloccati 327 milioni di risorse premiali che la Regione Lazio potrà utilizzare per pagare i fornitori. Vale la pena citare le parole del capo di gabinetto del Mef, perché non c’è commento migliore a questa giornata: “Abbiamo accolto con convinzione l’esortazione di Zingaretti affinché si svolgesse qui la presentazione e noi abbiamo voluto esser qui perché crediamo sia utile dar atto ad un lavoro di 10 anni che ha visto collaborare le istituzioni ed ha posto l’accento sulla bontà del metodo utilizzato dalla Regione Lazio in raccordo con tutti gli attori. Un metodo da utilizzare e applicare anche in altre situazioni e si è deciso di estenderlo alle aziende ospedaliere che si trovano nelle regioni in fase di rientro”.

La notizia non giunge inaspettata, ma è il frutto di un lavoro che dura nel tempo. Dobbiamo ricordare da dove siamo partiti, vale a dire un disavanzo che nel 2007 era di 2 miliardi e a un livello di spesa così alto non corrispondevano livelli di cura e assistenza adeguati. Viene quindi approvato nel 2007 il Piano di risanamento e con il successivo commissariamento è iniziato il percorso per sistemare i conti. Ora siamo alla svolta, la sanità non produce più un euro di disavanzo.

Quello da mettere in evidenza è che questi numeri maturano in una fase di ricostruzione della sanità del Lazio visto che il miglioramento dei conti non è frutto di tagli o smantellamenti, ma di una profonda riorganizzazione che ha l’obiettivo di proseguire un controllo rigoroso della spesa e innalzare il livello di servizi ai cittadini. Il segno più evidente di questa nuova fase è certificato dall’aumento del punteggio sui Lea (Livelli essenziali di assistenza). Nel 2013 era di 152 punti, sotto il livello minimo fissato dallo Stato che è di 160: ora è di 169. In questi anni il tasso di ospedalizzazione è sceso dal 164,2 del 2013 al 149,2 del 2014, anche grazie all’introduzione delle Case della salute. È aumentato il numero dei trapianti, dai 267 del 2014 ai 321 del 2016. Sono diminuiti di oltre 40mila unità gli accesi al Pronto soccorso dal 2014 al 2015 e sono scesi i cesarei primari dal 31,4% del 2012 al 27,2% del primo semestre 2016. Il costo complessivo del personale è diminuito di oltre 366 milioni di euro nello stesso periodo, ma anche qui siamo in grado di votare pagina ridando certezze agli operatori. Siamo passati dalle 68 deroghe del 2013 alle oltre 700 nel 2016 e per biennio 2017-2018 prevediamo l’ingresso di 2.800 unità, di cui la metà nuove assunzioni e l’altra metà stabilizzazioni di precari. Inoltre, per la prima volta dal commissariamento, sono stati banditi 55 concorsi per primari.

Tutti i problemi non sono risolti, lo sappiamo, penso per esempio alla necessaria riduzione delle liste d’attesa, su cui stiamo lavorando. Ma quello che abbiamo ottenuto oggi ci fa essere veramente fieri e ci consente di dire che la fine del commissariamento è davvero vicina. Va dato atto alla Giunta, al Presidente Zingaretti, ad Alessio D’Amato e Giovanni Bissoni, rispettivamente responsabile della cabina di regia e subcommissario alla sanità, di aver raggiunto un risultato storico per questa regione”.

Enrico Panunzi
Presidente Sesta Commissione consiliare Regione Lazio

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