VITERBO – “La proposta avanzata il 5 settembre a Roma e la costituzione dei “Comitati Scelgo No” ha rotto la diga del malessere e raccolto la grande energia, voglia di partecipare e riappropriarsi di una discussione politica di una base ampia, fatta di volontari che hanno contribuito al risultato referendario del 4 dicembre.

Le parole di Massimo D’ Alema “ ho aperto uno spazio occupatelo” hanno dato il via ad un ‘onda di entusiasmo per un percorso condiviso e democratico, che non si è più fermata. La costituzione di centinaia di comitati in tutta Italia ha dimostrato la voglia di riprendere un’attività politica ferma da troppo tempo. Non possiamo e non vogliamo nasconderci il peso e il rilievo delle responsabilità della sinistra, che ha ceduto su tanti principi fondanti del nostro pensiero, queste valutazioni si sono rivelate sbagliate.

L’esodo inesorabile di iscritti avvenuto in questi ultimo anni dal PD, ha creato, inevitabilmente, la scissione del partito, senza che ciò provocasse alcuna discussione interna, anzi, si sono sprecati atteggiamenti di ingiustificabile e intollerabile supponenza e arroganza, che hanno creato solo imbarazzo e disagio a stare in quella che in tanti pensavano fosse la propria casa politica. Mentre ciò accadeva, il partito-azienda era intento a posizionare personaggi di provata fede senza minimamente riflettere sull’emorragia di voti, consensi e tessere (vedi le amministrative del 2016, poi il 4 dicembre..)

Abbiamo intrapreso un cammino, finalmente dopo anni , per costruire una sinistra progressista aperta, fresca ..non chiusa in angusti recinti e soffocata nelle vecchie logiche da comitato elettorale permanente. Stiamo lavorando ad una nuova costituente che possa diventare il riferimento di tanti giovani, che si sono impegnati per l’ottimo esito referendario del 4 dicembre.

Il nostro grazie a chi ha permesso e supportato in tutto questo , soprattutto nel fare un passo indietro, dando spazio alle giovane leve che sosteniamo e pensiamo essere il futuro. Speranza, Scotto, D’Attorre Oggioni, che hanno dimostrato di avere capacità culturali e di spessore personale per aprire una dibattito programmatico , che raccolga consensi ed apra a tutte quelle personalità e movimenti che possono dare un importante contributo alla discussione . I Comitati “ConSenso”, eredi dei comitati “Scelgo No”, nati ovunque saranno il punto di partenza e per riportare la discussione sui territorio e aspirano a diventare quella casa comune che in tanti stanno aspettando. Noi siamo qui siamo a disposizione e, le tante richieste di adesione che ci sono pervenute in questi giorni, ci spingono a velocizzare il percorso per confluire in “Art.1 Democratici e Progressisti “ entro la fine mese di marzo convocheremo un ‘incontro provinciale con compagni e simpatizzanti.

In questo momento di grande fermento e rinnovamento, il congresso del PD ci vede spettatori poco interessati. Le logiche spartitorie e riposizionamenti in vista delle future elezioni, cambi di casacca e di adesioni in corsa segneranno, ancora una volta una disfatta delle dignità e del rispetto degli elettori.

La parola più significativa di questi ultimi anni è stata “ disuguaglianza” in tutti i settori della vita economico/sociale marcata e accresciuta e alimentata da questo Governo con leggi inique. Oggi, con la nascita di questa nuova formazione politica saremo presenti e protagonisti di una attenta e fattiva opposizione su ogni proposta governativa in piena continuità con i governi precedenti.

E’ necessario un nuovo patto sociale, basato su un diverso rapporto tra Stato, società civile, privato sociale, imprese, DOBBIAMO rinnovare il welfare mantenendo la capacità di proteggere le persone dalla povertà, dall’esclusione, dalle malattie e dall’ ignoranza (scolastica), in un paese dove dilaga la miseria e la disoccupazione, che ha cannibalizzato il futuro per i nostri giovani.

La diseguaglianza nasce dall’ assenza della Giustizia, mancando o non rinnovando questa non potremmo mai fare un passo avanti verso la crescita, l’uguaglianza e il riscatto morale dei nostri cittadini. Rimettere al centro la Giustizia significa avere veramente una buona scuola, una sanità che funziona per tutti innanzitutto per i più deboli e fragili, la giusta pretesa di sperare in un lavoro non come una regalia o una concessione a tempo , ma come prevede la nostra Costituzione un diritto per tutti che attiene alla dignità di ciascun cittadino e alla società intera”.

ART.1 DEMOCRATICI E PROGRESSISTI VITERBO Patrizia Berlenghini

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