VITERBO – La violenza della scossa di terremoto di domenica scorsa impone azioni concrete, rapide e all’insegna della sicurezza pubblica.

Per questo l’amministrazione comunale di Viterbo ha deciso di muoversi senza indugi, mettendo in campo una serie di azioni tese a valutare lo stato delle scuole comunali di propria pertinenza a seguito delle recenti scosse sismiche.

“Alla luce di quanto accaduto – spiega il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini – abbiamo pensato che fosse giunto il momento di intervenire con strumenti idonei al fine di verificare lo stato di sicurezza degli edifici pubblici. Partiremo dalle scuole, muovendoci secondo le direttive impartite dal Ministero dell’Interno, uscendo così dal provincialismo. La strada intrapresa è a mio avviso quella più seria e, nel contempo, quella più coraggiosa, poiché non ci esimerà da responsabilità nel caso in cui le verifiche non vengano superate. Questa operazione richiede ovviamente soldi; nello specifico siamo intorno ai 400mila euro”.

Il sindaco passa poi ad illustrare le tre fasi del piano: “Innanzitutto, verrà valutato se l’edificio è agibile oppure no in base alle schede del Ministero (costo dell’operazione 100 mila euro) anche in ottica di un nuovo evento sismico; dopodiché verrà valutata la vulnerabilità sismica dello stesso, ovvero, quanto un edificio può effettivamente resistere a un terremoto (300 mila euro per l’operazione). Infine si dovrà provvedere agli eventuali lavori per l’adeguamento normativo.

Ad oggi – prosegue Michelini – siamo al primo step: le 41 scuole del territorio di pertinenza comunale sono infatti sotto verifica da parte di 6 tecnici professionisti. I lavori dovranno essere conclusi entro sabato. Le scuole di pertinenza del Comune, nel frattempo, resteranno chiuse sino al 5 novembre; le paritarie, invece, decideranno in autonomia come comportarsi”.

Ulteriori indicazioni vengono fornite dall’assessore al Patrimonio Luisa Ciambella “Non siamo più nella condizione di rinviare tali operazioni anche perché abbiamo registrato delle problematiche anche in altri edifici comunali: parlo del Palazzo dell’Abate in via San Pietro, sede di ben 29 associazioni. Per tale ragione, lo stesso resterà chiuso almeno sino a quando non capiremo come renderlo fruibile nel medio e lungo periodo. Alle associazioni che vi operano cercheremo di trovare dei locali temporanei per consentirgli di proseguire le proprie attività. Tornando alle scuole, è chiaro che stanziare 400 mila euro costituisca certamente un nostro dovere; ma, nel contempo, posso assicurare che non è poi così scontato. Ovviamente, nel caso in cui si riscontrasse la necessità di intervenire, auspichiamo che il Consiglio dei Ministri ci fornisca ulteriori strumenti per poter agire”.

Nel corso dell’incontro con la stampa il primo cittadino ha poi fornito ulteriori particolari sulla situazione della fonte Settecannelle, che ha portato all’intorbidimento dell’acqua nell’area nord-est della città: “La situazione attuale – spiega il sindaco – è stata provocata da qualche frana o qualche distacco. Da quanto mi è stato comunicato si punterà in ogni caso a rendere l’acqua nuovamente pulita e fruibile entro un paio di giorni. Talete, oltre ad intervenire in loco, sta affiggendo l’ordinanza di non potabilità da me emanata in tutti i bar, al fine di rendere maggiormente noto il provvedimento. Le analisi alle acque sono state effettuate questa mattina e i risultati, con ogni probabilità, dovrebbero essere resi noti nel primo pomeriggio di martedì”.

Riguardo infine al piano di emergenza in caso di un nuovo terremoto, l’assessore Ciambella ricorda che le aree in cui i viterbesi dovranno riversarsi sono piazza Martiri d’Ungheria, Valle Faul, lo stadio Rocchi, Pratogiardino, via Falcone e Borsellino e i campi sportivi dei vari quartieri. I soccorritori e i relativi mezzi, invece, dovranno convergere nel piazzale di fronte al Comando della Polizia locale.

Massimiliano Chindemi