VITERBO – La riforma della scuola di Renzi non è condivisibile sotto molti aspetti, siamo consapevoli che occorre un cambiamento per rendere i luoghi di cultura pubblici più efficienti e moderni, ma non sosteniamo la strada di questa ‘buona scuola’.

 

Siamo dalla parte di lavoratori e lavoratrici e studenti della scuola, che il 5 maggio scendono in sciopero unitario che svuoterà gli istituti di ogni ordine e grado e riempirà le piazze non solo d’insegnanti e personale tecnico e amministrativo ma anche di studenti, di cittadini e cittadine. Perché la scuola non è solo di chi ci lavora, è la forma della nostra società, è un bene comune. Il più grande sindacato industriale del paese, la FIOM, parteciperà alle manifestazioni.

 

La lotta che chi vive e studia nella scuola pubblica è una lotta di tutte e di tutti è la stessa lotta che i metalmeccanici conducono contro il modello Marchionne, è la stessa che bisogna continuare contro una politica del governo che taglia il lavoro e i diritti e concentra potere e risorse in poche mani.

 

Il governo non ha fatto nessun passo per ascoltare il grido di dolore che viene dal mondo della scuola, continuando a considerare insegnanti e gli studenti un peso, ed i sindacati come inutili forme di rappresentanza. Modernizzazione e qualità della scuola devono essere il nostro faro ma non ci sembra che il miglioramento della scuola pubblica non possa passare attraverso la sterile valutazione della produttività degli insegnanti con criteri privi di oggettività, se ad esempio, è dagli anni 90 che non si investe sull’ aggiornamento dei docenti.

 

La ‘buona’ scuola prevede che un dirigente scolastico abbia pieni poteri nella scelta dei docenti che faranno parte della sua squadra allo scadere di ogni triennio, docenti che hanno già superato un concorso pubblico e che adesso diventano oggetto di scelte personali ,soggetti potenzialmente discriminabili sulla base di salute, eventuali gravidanze, orientamento politico.

 

Auspichiamo una riforma che esalti la scuola pubblica, gratuita, democratica, formativa, laica e libera. Pretendiamo che il governo si confronti con i sindacati e con chi vive la scuola in prima linea rivendicando finanziamenti per la scuola pubblica, per una riforma sulle valutazioni in chiave democratica, per investimenti sull’edilizia scolastica, per l’autonomia scolastica e per la riforma dei cicli scolastici”.

 

Paola Marchetti
Segreteria Sel Federazione Provinciale Viterbo

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