VITERBO – “Tra le gravi problematiche che interessano il comprensorio viterbese, prima fra tutte gli annunciati licenziamenti di operatori sanitari addetti all’assistenza presso gli istituti Villa Rosa, Villa Buon Respiro, Nuova Santa Teresa e il proposito di decurtare del 50% gli stipendi dei lavoratori in servizio presso le RSA, una in particolare merita di essere portata all’attenzione della S.V. per i rischi che potrebbe arrecare ai malati e a tutti coloro che necessitano di prestazioni d’urgenza e non procrastinabili.

 

E’ il caso del servizio di “pronto soccorso” dell’ospedale Belcolle, da sempre al centro di esecrabili episodi che ne hanno fatto il punto di maggiori complicazioni, quasi tutte a carico di coloro che vi si recano per le più svariate patologie e sottoposti ad una permanenza del tutto inadeguata, se non addirittura pericolosa, dal momento che parliamo di malati posizionati sulle barelle o sulle carrozzine anche per diversi giorni.

 

La cronica carenza di posti letto nelle degenze ospedaliere, aumentata dopo i recenti provvedimenti regionali che ne hanno sforbiciato ulteriormente la dotazione complessiva, in presenza di un ospedale ancora incompiuto ed alla chiusura dei presidi ospedalieri periferici, hanno determinato un vero e proprio disastro annunciato per il nostro pronto soccorso, trasformato ormai in un reparto di ricoveri inappropriati, insicuri e perfino non dignitosi per le persone la cui domanda di salute, spesso, è destinata a rimanere elusa.

 

Il provvedimento della ASL che, per la stagione estiva, intende ridurre il numero dei posti letto nelle degenze chirurgiche e il mancato rinnovo del contratto di lavoro a ben quattro infermieri dello stesso pronto soccorso a partire da oggi 1 luglio 2015, genera un contesto a dir poco rovinoso perché non sarà più possibile garantire il livello minimo di infermieri nella convulsa attività del Servizio di Accettazione e Ricovero, con ulteriore ingorgo di tutti quei pazienti, anche con età media molto avanzata e affetti da poli patologie che stazioneranno nelle aeree destinate al trattamento delle urgenze. Pertanto, ci rivolgiamo a S.E. per attingere alle competenze del Suo ruolo istituzionale, al fine di rimettere nella giusta priorità questa importante sezione ospedaliera prima che si verifichino eventi luttuosi per i quali non dovranno risponderne gli operatori del pronto soccorso ma, al contrario, tutti i soggetti che, per la loro collocazione politica e dirigenziale, fino ad ora hanno fatto ben poco per portare alla normalità un presidio sanitario meritevole di ben altri investimenti umani, professionali ed economici”.

 

Roberto Talotta
Responsabile del Dipartimento Sanità di FondAzione

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