Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – La presenza dei tutor per la velocità sulle strade provinciali, in particolare sulla Nepesina (dal km. 12,197 al km 14,192), sembra essere destinata ad avere vita breve. A profilare tale scenario è il presidente della Provincia, Mauro Mazzola, che venerdì mattina,  insieme ai sindaci dei comuni interessati dalle suddette postazioni per la rilevazione della velocità, ha voluto puntare l’attenzione su uno dei temi più caldi del momento.

 

“Con la collaborazione degli uffici e della segretaria generale – spiega Mazzola – stiamo lavornado per risolvere la questione realtiva ai tutor e alle multe da essi prodotte. Per ciò che mi riguarda non sono in nessun modo contrario ai tutor. Ciò su cui invece non transigo è che questo dispositivo non sia visibile agli automobilisti, venendo così utilizzato solo per far cassa. Si penso solo che io stesso, pur essendo a conoscenza dell’esistenza di tale rilevatore, non sono stato in grado di individuarlo.

 

Con i sindaci di Nepi, Castel Sant’Elia e Civita Castellana abbiamo nel contempo riscontrato come il segnale di avviso non si trovi a distanza regolamentare.

 

Va da sé – aggiunge Mazzola – che chi mette un segnalatore di velocità in via sperimentale dovrebbe controllare l’andamento del suo funzionamento in maniera costante. Ma ciò, evidentemente, non è stato fatto; e i dati lo dimostrano. Dopo la prima settimana di funzionamento sono stati registrati 1938 scatti; 1841 di questi sono stati spediti. Da queste trasgressioni si sarebbero dovuti ricavare 123 mila euro, a fronte di una spesa, da parte della Provincia, di circa 125mila euro. Ogni multa, infatti, tra scatto della foto e spedizione, costa alla Provincia circa 42 euro. Facendo una proiezione mensile, alla luce di questi dati, la Provincia, in un mese, avrebbe una perdita di circa 36mila euro. Il tutto non tenendo conto del fatto che in molti potrebbero anche non pagare la sanzione ricevuta. Mi sembra pertanto evidente che, leggendo questi dati a suo tempo, qualcuno avrebbe dovuto porre un freno a questa situazione.

 

Appurato ciò ho pertanto chiesto delle relazioni attestanti lo stato dell’arte e, nelle prossime ore, potremmo avere la possibilità di sospendere il servizio.

 

Al momento – conclude Mazzola – non abbiamo ancora gli strumenti per dire che le multe elevate possano essere annullate in autotutela, ma se avremo la possibilità di perseguire tale strada state pur certi che la percorreremo senza problemi. Il nostro obiettivo resta infatti quello di tutelare i cittadini”.

 

E sui possibili ricorsi Mazzola aggiunge: “La Provincia è pronta a costituirsi parte civile e non sborserà un centesimo per pagare danni ad altri, almeno fin quando non sarà un giudice ad esprimersi. Siamo allo stesso tempo pronti a citare per danni colui che ha creato questa situazione. Il tutto, al fine di tutelare il bilancio della provincia e tutti i nostri cittadini”.

 

Dello stesso avviso è anche il sindaco di Civita Castellana, Gianluca Angelelli, che aggiunge: “Il cambio di punto vista sulla presenza dei tutor  è incentrato sul fatto che questi non debbano essere utilizzati per far cassa. Che bisogno c’è di mettere questi apparecchi in un tratto di strada in cui passano solo dei pendolari e dove le possibilità di guidare ad alta velocità è oggettivamente ridotta?”

 

L’interrogativo è in effetti lecito e viene posto anche dal primo cittadino di Nepi, Pietrom Soldatelli: “Il posizionamento del tutor sulla Nepesina – afferma – mi sembra fuori luogo, essendo il tratto di strada interessato non particolarmente rischioso. Occorre pertanto intervenire, poiché con la presenza di queste apparecchiature sulle nostre strade stiamo solamente penalizzando i nostri cittadini, che si trovano a dover pagare una multa ingiustamente anche a causa di una segnaletica verticale assente e delle mancate indicazioni sulla presenza e il funzionamento del tutor stesso”.

 

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