“Siamo ormai arrivati al settimo giorno di presidio presso l’odiato semaforo di Strada Acquabianca. Il numero sette – commenta Giovanni Faperdue – è uno tra i più importanti numeri biblici. Adesso qui ci conoscono in tanti. In tanti ci salutano con il pollice alzato, in tanti ci segnalano la loro solidarietà con un colpetto di clacson.

Ci sono però alcuni che neanche ci guardano, anzi sembrano infastiditi della nostra protesta. Uno di questi era al volante di una Ferrati rossa; un altro guidava una Maserati; un altro ancora era seduto al posto di guida di una Porsche e infine qualcuno guidava anche Mercedes di grossa cilindrata. Proseguendo con le statistiche, tra le persone che apprezzano di più la nostra protesta annoveriamo tante giovani donne e poi molte persone mature.

Una di queste si è fermata e mi ha detto: “Bravo! Ma riusciremo a vincere?”, ho risposto: “Finché non iniziano i lavori  io sto sempre qui tutte le mattine dalle 8,30 alle 10,30 esclusa la domenica”. Andiamo avanti. Nessuno ci fermerà!”

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