ROMA – “Il Ministro dell’interno risponde alla mia interrogazione sul destino della POLFER di Viterbo, ma evita di dare risposte certe, lasciando i cittadini e gli operatori di sicurezza nell’incertezza” lo dichiara il deputato portavoce M5S alla Camera Massimiliano Bernini, che aggiunge “Nel giugno 2014, a seguito di molte istanze giunte dal territorio di Viterbo, avevo depositato un’interrogazione ( n. 4-05120) dove chiedevo ai Ministri competenti se non era il caso di rivedere la decisione di sopprimere il presidio viterbese come indicato in nota del Ministero degli interni n. 559/A/1/131.4.1/270.

 

Ricordiamo che il presidio Polfer della stazione ferroviaria di Viterbo, oltre ad esercitare con la sola presenza un’azione di prevenzione apprezzata dai pendolari che giornalmente viaggiano lungo i 110 chilometri di competenza del presidio (dal comune di Attigliano alla stazione di Roma/San Pietro), ha all’attivo una lunga storia di interventi di grande rilevanza; inoltre – così come esposto in premessa all’interrogazione – la chiusura del presidio non porterebbe nessun risparmio effettivo, in quanto tutte le strutture e le utenze sono a carico delle Ferrovie dello Stato, per cui la spesa che è dovuta unicamente agli stipendi, tale rimarrà in quanto il personale sarà dislocato altrove e gli stipendi andranno pagati comunque. La risposta del Vice Ministro Bubbico evita di fatto di rispondere alla nostra semplice domanda in merito alla progettata chiusura del reparto POLFER della stazione ferroviaria di Viterbo, rimandando il tutto al disegno di legge sulla riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni (DDL Madia) attualmente in discussione in Parlamento.

 

Nelle cinque pagine di risposta del Viceministro si illustrano i principi che ispireranno la riorganizzazione con i soliti riferimenti alla razionalizzazione delle funzioni ed efficienza di spesa pubblica. Purtroppo queste parole risuonano ormai ovunque in merito ai servizi che lo Stato dovrebbe elargire e sempre più spesso il tutto si traduce in tagli ai servizi e minor sicurezza per i cittadini. Immagino che l’attesa di quasi un anno – questo il tempo per avere la risposta – sarà evidentemente servita al Ministro per scrivermi il sunto della riforma delle forze di Polizia, ma avrei preferito invece una risposta puntuale alla mia semplice domanda. Con la sua non-risposta – conclude Bernini – ilMinistro, in linea con il Governo, non solo si è confermato sordo alle esigenze dei cittadini ma anche muto nelle risposte.

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