RONCIGLIONE – “Egregio Presidente Nicola Zingaretti, l’invio della lettera ai 31 Comuni del viterbese e 2 della provincia di Roma, che non hanno ancora ceduto il servizio idrico integrato alla società di gestione Talete, minacciandone il commissariamento, non ci sembra faccia chiarezza sull’ingarbugliata vicenda dell’acqua. Infatti, si potrebbe dire atto dovuto e ineccepibile, pena danno erariale,in osservanza della legge Galli. Stranamente, però, questo atto avviene dopo diciannove anni dalla legge Galli (1994) che istituì gli ATO e dopo 12 anni da quando è nata la Talete carrozzone privato, ibrido di società .

 

Come mai questo risveglio della Regione, quali sono i veri intenti?
E’ forse in atto una scelta decisa verso la privatizzazione dell’acqua?
Gli obiettivi politici della Regione sul problema dell’acqua potabile, da incomprensibili, perché altalenanti, sembra stiano venendo alla luce sempre più chiari e purtroppo non ci sembra tengano in debito conto il referendum sull’acqua pubblica, stravinto dai cittadini, che vogliono che l’acqua diventi veramente pubblica.

 

Il dilemma pubblicizzazione o privatizzazione, non doveva più essere posto, se si fosse rispettato il volere dei cittadini. La Regione Lazio intende forse risolverlo a favore della privatizzazione, in primis a favore della Talete e poi dell’Acea ben più grande carrozzone privato, sebbene partecipato dal pubblico?
Dalla padella alla brace?

 

Tutto ciò nonostante la legge regionale n. 5 del 2014, approvata all’unanimità, proposta dai comitati, per la effettiva pubblicizzazione dell’acqua, nel rispetto della Costituzione. La legge pur essendo stata impugnata dal Governo Renzi, non poteva togliere alla Regione Lazio, se la volontà politica fosse stata veramente a favore dell’acqua pubblica, di poter procedere alla istituzione dei nuovi ambiti regionali. I comitati per l’acqua pubblica hanno più volte sollecitato questo adempimento previsto dalla legge regionale n 5 e hanno anche predisposto una bozza di ripartizione, tutt’ora ferma alla Regione. Ora la Regione, anziché chiedere ai dirigenti della Talete di far chiarezza sulla enormità dei debiti contratti, intende commissariare i Comuni che non entrano nella Talete. Non le sembra Presidente Zingaretti un’assurdità? Non faccia fare passi indietro alla buona politica.

 

La legge regionale n 5/2014 era un buon inizio. L’approvazione della ripartizione in più ambiti e la gestione diretta di tutto il servizio idrico integrato da parte dei Comuni o di gruppi di Comuni consorziati può garantire il controllo democratico dei cittadini. Blocchi quella che sembra una minaccia strumentale: il commissariamento ad acta dei Comuni inadempienti; scongiuri il passaggio della gestione del servizio idrico integrato alla Talete o ad altri carrozzoni, che hanno dimostrato di essere solo capaci di disperdere i finanziamenti dello Stato, facendo lievitare i costi a danno dei cittadini e di essere capaci di distribuire per anni soltanto acqua avvelenata, con la complicità di alcuni enti preposti alla salute, di parti dello stato e delle istituzioni.

 

Se ciò non avverrà, quali sono le diversità della sua presidenza, da quella dispendiosa e disastrosa, in particolare rispetto il problema dell’acqua, della presidente Polverini ? Il compito degli amministratori è fare gli interessi dei cittadini e siamo certi che rivedrà l’assurda posizione che prefigura il passaggio ai privati di un bene primario quale è l’acqua. Siamo anche certi che i Sindaci che hanno a cuore il bene comune non potranno mai accettare un dictat a nostro parere illegittimo, perché contro gli interessi veri della gente, sebbene legale. “Quando una legge è ingiusta il popolo ha il diritto di ribellarsi” (Sandro Pertini Presidente della Repubblica). I rappresentanti del popolo debbono garantire il diritto all’acqua potabile, non possono permettere di lucrare sui diritti primari, per questo debbono garantirne l’accesso a tutti e impegnarsi perché sia realmente pubblica”.

 

Raimondo Chiricozzi
Psi Ronciglione

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