Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Le criticità economiche che attanagliano Talete sono ormai giunte a un punto di non ritorno. Tali problematiche, manifestate già nel corso del consiglio comunale di giovedì scorso, hanno trovato legittimo sfogo nell’ambito della II commissione consiliare, tenutasi martedì mattina alla presenza dei rappresentanti Rsu di Talete.

 

Un confronto schietto e cristallino, quello andato in scena a Palazzo dei Priori, in cui le varie parti si sono confrontate al fine di trovare una degna soluzione ad una questione non più rinviabile.

 

“Al momento – afferma il sindacalista Pietro Paolo Anselmi – i 153 dipendenti non hanno alcuna certezza sugli stipendi del mese corrente e quelli dei prossimi mesi; oltre a ciò, l’azienda sta avendo difficoltà a versare i contributi Inps. Il problema non è però solo quello delle mensilità dei dipendenti, ma anche quello di non avere nemmeno più la possibilità, da parte di Talete, di porre in essere crediti, venendo così meno la possibilità di acquisire persino i materiali di manutenzione ordinaria delle condotte. E’ perciò fondamentale che il Comune di Viterbo abbia chiara questa situazione e che si dia il via, con azioni concrete al salvataggio di Talete, evitando così un fallimento che avrebbe ricadute su tutti, in primis sui Comuni soci. La vendita o la svendita del servizio non rientra chiaramente nei nostri auspici. Ciò che chiediamo è di avere una rapida soluzione al problema generale”.

 

II commissione in riunione
La 2^ commissione in riunione

 

“Purtroppo – spiega il consigliere di Forza Italia, Giulio Marini – le buone intenzioni delle istituzioni sono fino ad ora costantemente venute meno. Il risultato è un clima di incertezza che non fa bene a nessuno. Credo perciò che sia ormai giunto il momento di portare a compimento un atto tangibile, coinvolgendo la Regione in tale processo”.

 

“Le nomine politiche degli ultimi anni – aggiunge la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini – hanno senza dubbio contribuito alla mala amministrazione di Talete. La problematica in discussione oggi, in ogni caso, è di natura molto più ampia: il punto centrale, infatti, non è tanto sapere se verranno o meno accreditati gli stipendi di questo mese, bensì capire se questi lavoratori saranno impiegati in Talete anche il prossimo anno. Alla luce di ciò ritengo che il Comune dovrebbe battere i pugni affinché i fondi regionali, previsti in bilancio per le risorse idriche, vengano effettivamente impegnati per ripianare il servizio e mantenere lo stesso di natura pubblica. In caso contrario tra sei mesi saremo ancora una volta qui, con i dipendenti ancora inconsapevoli del proprio futuro”.

 

“E’ il momento – incalza il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi – che l’amministrazione comunale presenti un atto concreto all’attenzione del Consiglio comunale, in modo da comprendere come muoversi nell’immediato”.

 

Il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci, si sofferma invece sulla questione della liquidità: “I costi di gestione, in un Ato di questo genere, sono senza dubbio difficili. Nonostante ciò, in questi dodici anni, il buon lavoro dei dipendenti è riuscito a tenere in piedi Talete. Visto lo stato delle cose dobbiamo però iniziare a capire quale sia lo strumento più utile per garantire al presidente Bonori la possibilità di coprire il debito. Una volta fatto ciò, il Comune di Viterbo dovrà necessariamente muoversi affinché gli altri Comuni dell’Ato lo seguano in maniera convinta negli atti che si renderanno necessari per salvare Talete”.

 

“Il futuro dei lavoratori – sottolinea il consigliere del M5S, Gianluca De Dominicis – deve essere la priorità. Dobbiamo però anche capire se si intende salvare Talete per poi cederla ad Acea o se, invece, vogliamo salvaguardare Talete in ottica dell’identificazione dei bacini geografici”.

 

La replica è affidata all’assessore Luisa Ciambella: “Il Comune di Viterbo vuole fare la sua parte, dando il proprio contributo alla risoluzione del problema. Ricordo che il sindaco Michelini ha già preteso che si facessero della azioni contestuali da affiancare alla ricapitalizzazione o alla fidejussione. Certo è che questo Comune, da solo, non può fare nulla. Esiste infatti un tavolo tecnico sul tema che deve svolgere il proprio lavoro, trovando una soluzione che consenta a tutti di di andare avanti. A mio avviso, i politici non si possono sostituire in toto ai tecnici. Ci impegniamo pertanto nuovamente affinché entro la fine di febbraio, attraverso un dialogo costruttivo con il presidente, Stefano Bonori, e con il presidente dell’Ato, Marcello Meroi, si possa trovare una soluzione tecnica che possa salvaguardare il futuro di Talete”.

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