VITERBO – “Le ultime proposte ed iniziative presentate da vari consiglieri comunali in merito alla riduzione dei compensi dovuti per i “gettoni di presenza”, potrebbero considerarsi come un disperato tentativo di accattivarsi il sostegno e la stima dei tanti cittadini che stanno dimostrando un astio crescente per quella Politica che non risponde più alle esigenze della gente ma che indirizza tutte le sue attenzioni verso altri tornaconti del tutto lontani da ciò che si aspetta la collettività.

 

Speriamo che, quanto si sta dibattendo nella sala di Palazzo dei Priori sul taglio della remunerazione dei consiglieri, assessori, presidente del consiglio e dello stesso Sindaco, non sottragga molto tempo alla discussione dei tanti argomenti di grande interesse per la città, come la Sanità, la Scuola, la Viabilità, il Decoro Urbano, la Talete, l’occupazione, lo sviluppo del territorio, il termalismo, ecc. ecc..

 

Speriamo anche che, questa sorta di “autoregolamentazione economica” dei nostri politici locali non faccia dimenticare a nessuno la stratosferica spesa che noi tutti dobbiamo pagare per mantenere la Politica dei Palazzi, la più cara al Mondo e la più ingiustificata per il fatto che, “se tanto mi da tanto”, a nessuno può sfuggire il degrado generale in cui versa l’Italia, soffocata dalla corruzione, dal malaffare, dalla drammatica disoccupazione giovanile, dalla crescita quasi zero del PIL, dallo svilimento dei Servizi Pubblici e buona parte del territorio completamente gestito da organizzazioni criminali.

 

Quanti miliardi spesi per mantenere un sistema e una classe politica che dimostra poco o niente per il benessere del popolo e del Paese, altro che i gettoni di presenza del Consiglio Comunale, altro che ridurre del 10-20, finanche del 50% il compenso dei consiglieri, ai quali, contrariamente a quanto avviene per i loro colleghi più in alto, non sarà corrisposto nessun costoso vitalizio e nessun privilegio particolare; sarebbe stato più giusto soffermarsi su questi temi e partire dal basso per aggredire un malcostume politico, tutto italiano, e recuperare importanti somme da devolvere ai bisogni più urgenti delle cittadinanze.

 

In ultimo, tra gli emendamenti proposti da alcuni consiglieri di centrosinistra, ce n’è uno che merita un attimo di ragionamento perché si propone che le somme ricavate dalla riduzione dei gettoni di presenza, siano destinate alla riparazione delle strade; allora nasce spontanea la domanda: a cosa è servito istituire la TASI, la “tassa per i servizi indivisibili”, cioè quelle attività comunali quali l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe e la manutenzione delle strade ?

 

Visto come sono ridotte le strade di Viterbo e il venir meno della Sicurezza, la gente più che sapere se sono stati ridotti i compensi ai consiglieri comunali, vuole rendersi conto dove sono andati a finire i soldi delle tasse e, in particolare della TASI, ancora aumentate a sproposito e non finalizzate per il bene comune”.

 

Roberto Talotta, per il Direttivo Comunale di FondAzione

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