TUSCANIA – Il vicesindaco con delega al bilancio Leopoldo Liberati (foto) interviene nuovamente sull’impopolare tassa dell’Imu sui terreni agricoli, recentemente confermata con una decisa e “muscolare” presa di posizione politica dell’attuale governo di centro- sinistra.

 

“Nonostante i nostri sforzi e le nostre battaglie lo Stato ha votato l’approvazione dell’Imu sui terreni ed entro il 31 di questo mese scade il termine ultimo per il pagamento quindi, per quella data, purtroppo saremo tutti chiamati alla cassa a sborsare, in alcuni casi, cifre importanti- dichiara Liberati- Tuscania infatti, a causa del rapporto abitanti/ettari, risulta essere tra i comuni più colpiti dell’intera nazione. Continuo a considerare questa tassa profondamente ingiusta e credo ancora che si poteva fare molto per evitare di colpire così duramente una categoria già in difficoltà come gli agricoltori, oltre a tanti privati cittadini. Come ho già proposto durante l’incontro dei sindaci avvenuto al Palazzo dei Priori di Viterbo, una delle idee possibili per coprire la cifra richiesta dallo Stato era rivedere le rendite domenicali ferme al 1952, una soluzione tecnica che avrebbe comportato un leggero aumento dell’Irpef, un incremento di 3-4 euro a persona, quindi una cifra irrisoria per l’insieme dei contribuenti, ma che avrebbe evitato a molti dei nostri concittadini la salata bolletta che ora sono costretti ad affrontare. In alternativa, si potevano eliminare le altimetrie per far sì che la tassa fosse spalmata su tutti i Comuni, con un contributo minimo da parte di tutti per evitare che solo alcuni vengano vessati.

 

E’ bene ricordare, ancora una volta, che tale tributo non è stato voluto da noi, né da nessuna amministrazione, ma è una tassa nazionale e l’introito sarà incassato interamente dallo Stato ed nelle casse comunali non rimarrà nessun centesimo. Per quanto riguarda l’aliquota è doveroso puntualizzare che tutti i comuni devono allo stato lo 0,76 per 1000 e anche se l’amministrazione decidesse una riduzione di tale aliquota per l’anno 2015, comunque la differenza ricadrebbe sulle tasche dei cittadini. Questa è un’altra beffa, un’altra assurdità che il governo ci costringe ad affrontare trasformandoci, nostro malgrado, in esattori. Durante il prossimo consiglio comunale affronteremo nuovamente la questione e saremo, in ogni momento, disponibili a confrontarci con chiunque abbia dei dubbi, perché è giusto che popolazione conosca, per quanto scomoda, tutta la verità”.

Commenta con il tuo account Facebook