VITERBO – “Oggi molti cittadini viterbesi, durante il consiglio comunale, hanno manifestato contro la proposta di ordinanza per impedire l’accattonaggio molesto nella città. Questa destra, che finalmente, porta in tavola vecchi cavalli di battaglia, ha deciso di affrontare tematiche che gli appartengono.

Basta far finta di essere brillantemente “illuminati”. Ormai la campagna elettorale per le prossime elezioni è iniziata e la strumentalizzazione degli ultimi, anche. Il tema, da cavalcare ora, è un sordido populismo, che vorrebbe dare ad intendere, che tutti i mali di questa città risiedono in chi ci chiede uno spicciolo al semaforo. Si sposta, volutamente il tiro su delle questioni marginali perché non c’è la forza, né il coraggio, di parlare della classe dirigente, né tanto meno del vuoto istituzionale che ogni cittadino avverte.

Dopo l’attacco ai rifugiati e ai richiedenti asilo, ora è la volta dei mendicanti. Peccato però che, ad onor di cronaca, nel 1995 la Corte Costituzionale ha abrogato il reato di accattonaggio. La richiesta di elemosina è lecita purché sia “una legittima richiesta di umana solidarietà che non intacca né l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità.

Che fine farà allora questa proposta? La si rimetterà nel cassetto? Intanto, però, un altro spot elettorale è andato in porto. In fin dei conti, come diceva Oscar Wilde non è importante che di una persona o di un argomento se ne parli bene o male, l’importate e che se ne parli”.

Emanuela Dei